BRUNETTA: Rai, “Agcom richiama Tg3, ma Gubitosi non vuole vedere”

“Do una notizia, anche se a darla avrebbero dovuto essere i giornalisti magari televisivi. L’Autorità per le garanzie delle comunicazioni (Agcom) ha inflitto un solenne richiamo al Tg3, oltre che a RaiNews. Lo ha fatto sulla base di un esposto del sottoscritto”. Così Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati, in un articolo pubblicato da “Il Foglio”.
“Ormai sono passati quasi dieci giorni. Magari il Tg3 invece di fornire la solita propaganda, avrebbe potuto dare una notizia in esclusiva di cui è pure protagonista: è di fatto sancito e acclarato che è l’organo del Partito democratico, e l’autorità competente gli impone di conformarsi al pluralismo”.
“Sono stanco – sottolinea l’ex ministro – di avere ragione. E di vedere che l’avere ragione si scioglie nel silenzio generale. Capisco: cose più gravi accadono. Ma ciascuno dovrebbe fare la sua parte. Invece accade che la Rai, legata da un contratto di ‘pubblico servizio’ non solo evita un confronto serio, ma si prende gioco non dirò della mia trascurabile persona ma dell’Autorità di controllo, del Parlamento e alla fin fine dei suoi padroni, tramite Tesoro e tramite canone, cioè i cittadini”.
“Ho fornito numeri, testi di legge, precedenti. L’Autority mi dà ragione. Si agita. La Rai, nelle persone dei suoi vertici, risponde con una nota lapidaria che in napoletano tradurrei con una pernacchia o fascisticamente con un me-ne-frego. La Rai – continua il presidente dei deputati del Pdl – finge che non sia successo nulla, ritiene senza peso le delibere dell’Agcom, le tratta come inutili fogli riempiti per giustificare lo stipendio dei garanti. E le interrogazioni sono guardate come gli esercizi etti degli alunni ripetenti, o al più divertissement di deputati sfaccendati”.
“Trascrivo qui, per chi voglia paragonare la realtà attinta dall’Autorità garante con l’omertà programmatica della virgolettata e citata risposta al Parlamento da parte della Rai.
‘a) marzo 2013: il Pd ha fruito di un tempo pari al 25,12%, il Pdl pari al 16,13%, il Movimento cinque stelle pari al 21,68%;
b) aprile 2013: il Pd ha fruito di un tempo pari al 40,51 %, il Pdl 12,73%, il Movimento cinque stelle pari al 13,53%:
c)maggio 2013: il Pd ha fruito di un tempo pari al 29,3, il Pdl il 12,40%, il M5S il 10,99%.
Laddove si consideri il dato aggregato del trimestre relativo a tutte le edizioni del notiziario risulta che il Pd ha fruito di un tempo di parola pari al 33,23% del totale, il Pdl pari al 13,58%, il Movimento 5 stelle pari al 15,09%’”.
“E la Rai dice, dopo aver letto questi numeri: pluralismo rispettato, osservazioni respinte. Ma come si fa a essere così sfacciati? Se un dipendente rispondesse alle osservazioni del direttore generale con questo tono e questi argomenti che succederebbe? Gubitosi, lei che ha esperienza, può farcelo sapere? Non ha nulla da rettificare? E l’Autorità garante accetta di essere così menata per il naso dinanzi al parlamento? O no?”, conclude Brunetta.
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