PRESTIGIACOMO: Pdl, “Unità partito non sia usata come alibi”

L’unità del partito andrebbe evocata e soprattutto praticata sempre, mai utilizzata come un alibi per cancellare la legittima diversità di opinioni, e certamente mai per camuffare errori di linea che i fatti hanno sottolineato. Per colpa del Pd, il governo di larghe intese non è riuscito a perseguire quella pacificazione per la quale, insieme all’emergenza economica, era nato e che si cittadini aspettavano. Anzi: oggi coloro che ci fanno immeritate e improprie lezioni di responsabilità sono gli stessi che si sono presi oltre 60 giorni per provare a far nascere un governo senza il Pdl, e oggi vorrebbero approfittare dell’ingiusta condanna di Berlusconi per avere un governo senza di lui. Non acconsentiremo alla epurazione per via giudiziaria del nostro leader che ha ottenuto quasi 10 milioni di voti e che tutti i sondaggi, proprio a causa dell’iniquità di quella sentenza, danno in crescita esponenziale. Attaccare oggi Daniela Santanchè che per prima ha denunciato il proprio scetticismo rispetto all’atteggiamento del Pd nei confronti di Berlusconi sottolineando come il loro antiberlusconismo non sia mai morto, significa attaccare chi ha fatto l’analisi giusta e ha indicato la linea da seguire. Chi oggi attacca strumentalmente Santanchè e l’area dei cosiddetti falchi, consapevolmente o inconsapevolmente, indebolisce il partito. Ieri ad Arcore si è preso atto di mesi di fallimento della linea morbida della disponibilità e del dialogo ed è emersa la necessità di provare a difendere Berlusconi con energia: bene, tutti uniti da Alfano ai territori, come dice il comunicato di ieri, si prosegua su questa via.
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