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    BRUNETTA: Crisi, “Bene patto Confindustria/Sindacati, ma le coperture?”

     

    Brunetta 2

    Bene il Patto siglato ieri a Genova tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil per lo sviluppo e l’occupazione nel nostro Paese. Siamo totalmente d’accordo sulla necessita’ di ridurre il cuneo fiscale, di detassare gli utili reinvestiti nelle aziende, di introdurre meccanismi di sostegno all’accesso al credito per le imprese, di finanziare grandi progetti di innovazione, di riconoscere un credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo, di aumentare le detrazioni fiscali per lavoratori dipendenti e pensionati.

    Tutto molto bello, bellissimo, straordinario. Ma Confindustria e i sindacati non solo non ipotizzano alcun tipo di copertura per la realizzazione di tutti questi interventi, ma neanche quantificano nel loro documento il costo dell’operazione. Ebbene, lo facciamo noi: per avere davvero effetto sull’economia, tutte le misure elencate nel ‘Patto’ richiedono dai 40 ai 50 miliardi.

    Per il cuneo fiscale servono almeno 15-16 miliardi (un punto di Pil): ci provo’ Prodi nel 2006 con 5 miliardi ed effetti non significativi. Altri 10-15 miliardi servono per le detrazioni per lavoratori dipendenti e pensionati; almeno 5 miliardi per detassare gli utili reinvestiti e riconoscere un credito di imposta per ricerca e sviluppo alle imprese; ancora 10-15 miliardi per finanziare progetti di innovazione e prevedere meccanismi di sostegno all’accesso al credito per le imprese. Ne’ regge la tesi che se sono stati trovati i soldi per l’eliminazione dell’Imu sulle prime case e sui terreni e fabbricati funzionali alle attivita’ agricole allora il governo deve trovare anche le risorse per i provvedimenti sul lavoro.

    Esiste, infatti, un problema di ‘scala’ che rende inconfrontabili i due interventi. Confindustria e sindacati quantifichino, come atto di responsabilita’, il costo delle loro proposte e propongano delle coperture, come ha fatto il Pdl con riferimento all’Imu. Saremo tutti contenti di chiedere al presidente Letta di portare in Consiglio dei ministri e di approvare con tempestivita’ un testo normativo che contenga tutti i punti del patto siglato ieri, con relative coperture!

    Non solo: Confindustria e sindacati ci spieghino anche come mai hanno proposto solo incentivi e sgravi fiscali a carico dello Stato e non anche misure di vero stimolo all’economia, quali l’aumento dell’orario di lavoro, l’aumento della produttivita’, la riduzione delle festivita’ retribuite e la riorganizzazione degli ammortizzatori sociali, sul modello delle riforme tedesche dei primi anni 2000. Se tengono veramente a cuore la crescita e l’occupazione in Italia, affrontare questi nodi e’ ormai indilazionabile. Non si puo’ fare sviluppo solo a spese della collettivita’ e con il rivendicazionismo puro, senza responsabilita’.