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    BRUNETTA: Crisi, “Confindustria-sindacati, risorse in rapporti Ceriani”

     

     

    Brunetta 2

    Visto che Confindustria, Cgil, Cisl e Uil hanno siglato ieri a Genova un ottimo e articolato Patto per lo sviluppo e l’occupazione in Italia, che comprende, lo ricordiamo, la riduzione del cuneo fiscale, la detassazione degli utili reinvestiti nelle aziende, l’introduzione di meccanismi di sostegno all’accesso al credito per le imprese, il finanziamento di grandi progetti di innovazione, il riconoscimento di un credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo, l’aumento delle detrazioni fiscali per lavoratori dipendenti e pensionati, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta, per un costo di almeno 40-50 miliardi per lo Stato, senza proporre alcun tipo di copertura. Ebbene, abbiamo fatto qualche calcolo e le risorse per realizzare tutte queste proposte ci sono. Derivano dai quasi 32 miliardi di euro (31.954) di agevolazioni fiscali (‘misure e regimi che determinano erosione fiscale’) ‘in materia di impresa’ risultanti dalla ‘ Relazione finale, del 22 novembre 2011, del Gruppo di lavoro sull’erosione fiscale ‘ coordinato da Vieri Ceriani. Dai 10 miliardi di euro ‘eliminabili’ del piu’ ampio insieme di oltre 36 miliardi (36.322 nel 2011) di trasferimenti pubblici alle imprese risultanti dal documento ‘ Analisi e raccomandazioni sui contributi pubblici alle imprese’ del 23 giugno 2012 curato dal prof. Francesco Giavazzi e da questi inviato all’allora presidente del Consiglio, Mario Monti, e all’allora ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera. Da oltre 1 miliardo di euro di agevolazioni fiscali legate a Siiq (Societa’ di investimento immobiliare quotate), Siinq (Societa’ di investimento immobiliare non quotate), fondi immobiliari e cooperative risultanti dal gia’ citato documento Ceriani. Se Confindustria e sindacati sono d’accordo, chiediamo al presidente Letta di portare in Consiglio dei ministri e di approvare con tempestivita’ un testo normativo che contenga tutti i punti del patto siglato ieri, con relative coperture. I tecnici di Bankitalia, ora ai vertici del Tesoro, che firmavano le considerazioni finali degli ultimi Governatori della nostra banca centrale, in cui immancabilmente si chiedevano tagli di spesa pubblica e riduzione della pressione fiscale, dovrebbero essere pienamente d’accordo. E ora, visto che sono al governo, possono farlo.