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    BRUNETTA: Debiti Pa, “Letta acceleri i pagamenti”

     

    Brunetta 5

    Bene il presidente del Consiglio, Enrico Letta, che dal G20 di San Pietroburgo ha ribadito tutti gli impegni di politica economica presi dal governo italiano, dal “pagamento di tutti i debiti della PA” (ha detto: “tutti”) alle “dismissioni del patrimonio pubblico”. Ebbene, non bastano i buoni propositi. Bisogna realizzarli e sui pagamenti dei debiti delle PA siamo drammaticamente indietro: lo scorso mercoledì il Tesoro ha comunicato che dei 20 miliardi di pagamenti previsti per il 2013 dal decreto Monti, nelle casse delle imprese italiane ne sono arrivati effettivamente solo 7,2. Ricordiamo a noi stessi e ricordiamo al presidente Letta, ma soprattutto al ministro dell’Economia e delle finanze, Fabrizio Saccomanni, che tra le fonti di copertura indicate dallo stesso ministro per finanziare la cancellazione della rata di giugno dell’Imu sulle prime case e sui terreni e fabbricati agricoli c’è il maggior gettito IVA derivante dall’anticipo al 2013 di 10 dei 20 miliardi di pagamenti dei debiti delle PA inizialmente previsti per il 2014. La domanda sorge spontanea: come farà il Tesoro a pagare 10 miliardi di debiti in più (quelli che si è impegnato ad anticipare dal 2014 al 2013) se ancora non ha saldato i 20 già inclusi nel tendenziale (vale a dire quelli da sempre previsti per il 2013)? Andando avanti di questo passo non solo non avremo l’effetto shock sulla nostra economia che ci attendevamo dal pagamento dei debiti delle Pubbliche Amministrazioni, e si allontana sempre di più l’uscita dell’Italia dalla crisi, ma scatterà anche la clausola di salvaguardia che il Mef ha inserito nel decreto Imu del 28 agosto, secondo la quale se non si realizzano le coperture ipotizzate in prima istanza (tra cui, appunto, i pagamenti delle PA), scatteranno automaticamente aumenti degli acconti Ire e Ires per cittadini persone fisiche e imprese e aumenti di accise. Non ce lo possiamo permettere! Se non vogliamo portare l’Italia, già stressata da una pressione fiscale a livelli stellari, al collasso, la soluzione è una e una sola. Il Popolo della Libertà ha proposto non solo la velocizzazione del pagamento dei 20 miliardi del 2013, ma anche l’anticipo di un anno dei 20 miliardi di pagamenti inizialmente previsti per il 2014, e la previsione di ulteriori possibili forme di finanziamento da parte del sistema bancario e delle società di factoring, da attivare mediante semplice concessione di garanzia da parte dello Stato, coinvolgendo Cassa depositi e prestiti, per il pagamento di altri 30 miliardi di debiti. Vale a dire complessivi 50 miliardi di pagamenti in più nel 2013 rispetto ai 20 previsti dal decreto originale.