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    Intervento dell’on. PALESE

     

    Palese

    Intervento dell’on. PALESE in merito alla “Discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, recante disposizioni urgenti in materia di IMU, di altra fiscalità immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale, nonché di cassa integrazione guadagni e di trattamenti pensionistici”

    ON. ROCCO PALESE

    Signor Presidente,

    noi riteniamo preliminarmente che il decreto-legge n. 102 del 2013 rispetta tutto il quadro della Carta costituzionale, sia in riferimento al problema della decretazione d’urgenza, e sia rispetto pure alla conformità di quanto previsto dall’articolo 81 della Costituzione, sia vecchia che nuova formulazione.

    La decretazione d’urgenza è determinata, così come è stato già ricordato, dalla necessità dell’eliminazione dell’IMU per il 2013, derivante da un obbligo rispetto a quanto era stato prefissato dal decreto-legge n. 54 del 2013 in riferimento alla scadenza della sospensione del provvedimento al 31 agosto, sempre del 2013. Così come estremamente avvertita, anche per altri aspetti di natura sociale, è la necessità di legiferare in maniera urgente, trovando le risorse necessarie a risolvere il problema della cassa integrazione; come pure in questo decreto-legge trova finalmente cittadinanza l’inizio della soluzione del gravissimo problema che riguarda gli esodati, con le relative coperture finanziarie. In più, ricordo il pagamento alle imprese dei debiti della pubblica amministrazione. Noi riteniamo che queste siano non solo misure che determinano la necessità assoluta di urgenza, il dovere da parte del Governo di averle adottate, ma che soprattutto rimandano fortemente ad un aspetto di tutela sociale, in riferimento alle condizioni in cui versa il Paese di grave emergenza sociale, per le condizioni note.

    Per quello che riguarda poi l’aspetto principale della conformità costituzionale, in riferimento all’articolo 81 della Costituzione e alla certezza della previsione dell’accertamento delle entrate contenute all’interno del decreto-legge, con tutte le variazioni alla legge di bilancio e al bilancio dello Stato per l’anno e per l’esercizio finanziario 2013 che sono state apportate, noi riteniamo che esso sia fortemente rispettoso, anche per una serie di considerazioni non estranee a quanto riguarda il procedimento ed i controlli. Perché noi abbiamo certamente un controllo endogeno, riservato alla Ragioneria generale dello Stato.

    In questo senso, io indicherei ai colleghi sia i problemi che riguardano la relazione tecnica contenuta all’interno del decreto, ma anche e soprattutto la «bollinatura» che vi è stata da parte della Ragioneria generale dello Stato. Poi vi sono anche i controlli dell’Unione europea, che riguardano non solo l’aspetto principale del monitoraggio, ma anche – posto che vi saranno – in riferimento all’Eurostat, all’Ecofin, e in più anche quelli, di aspetto internazionale, con il Fondo monetario internazionale e con l’OCSE.

    Per quanto riguarda la certezza delle entrate in riferimento all’IVA, immagino che non vi sia alcuna possibilità e alcun dubbio, perché, davanti alla copertura di circa 8 miliardi di euro di trasferimenti che saranno poi utilizzati per il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese, nel momento in cui vengono così pagate, tutte queste risorse determinano in via automatica la possibilità dell’entrata in riferimento alle aliquote stesse dell’IVA per il 2013. Quindi, è perfettamente coerente.
    Spendo anche qualche parola sul problema, articolo 14, della definizione agevolata in appello dei giudizi di responsabilità amministrativo-contabile, perché la pregiudiziale analizza e pone un problema in maniera parziale. Il decreto prevede altre cose. Primo problema, si utilizza l’estensione di norma già precedentemente assunta, nel 2005, da parte del Parlamento. La norma è estensiva: si mette in evidenza l’entrata possibile del contenzioso più rilevante, ma non vi è solo quel contenzioso in essere come primo giudizio della Corte dei conti che può essere poi utilizzato da parte dei soggetti interessati. Ve ne sono tanti altri e, a mio avviso, la somma prevista mi auguro e spero che sia prudenziale, perché altre situazioni determineranno questo aspetto. Anche in riferimento alla norma di salvaguardia, non è solo un problema domestico o endogeno: è determinata e pretesa anche dall’Unione europea.

    Annunzio il voto contrario alle questioni pregiudiziali sollevate dai colleghi del MoVimento 5 Stelle.