Interpellanze urgenti dell’ on. BRUNETTA

Interpellanza urgente dell’ on. BRUNETTA in merito agli “Intendimenti del Governo in merito alla realizzazione di una discarica nel territorio del IX Municipio di Roma”
ON. RENATO BRUNETTA
Signor Presidente, signor Ministro,
nell’illustrare l’interpellanza voglio ricordare che in questi giorni, nell’ultimo mese, ma non solo, gli organi di informazione hanno dato risalto all’ipotesi di realizzazione di una discarica in sostituzione della famigerata Malagrotta nel municipio di Roma IX, nelle aree comprese tra via Laurentina e la via Ardeatina, e in particolare in località Selvotta e località Falcognana.
In tale area, contrariamente a quanto si vuol far credere, vi sono numerosi insediamenti abitativi che contano decine e decine di migliaia di cittadini: Castel di Leva, Divino Amore, Falcognana, Spregamore, Selvotta, Monte Migliore, Colle dei Pini, Santa Palomba, Santa Fumia, Palazzo Morgana, Paglian Casale.
La notizia che l’area possa essere individuata come possibile sito per una discarica, insieme ad alcune dichiarazioni contraddittorie e per nulla rassicuranti rese da coloro che avrebbero dovuto essere i responsabili di una decisione così importante per la capitale, hanno determinato particolare allarme nella cittadinanza, nei comitati e nelle associazioni del territorio per le ripercussioni previste.
A tal proposito, il consiglio dei municipio XII-Eur, nella seduta del 21 marzo 2013, ha approvato all’unanimità un ordine del giorno con cui è stata ribadita l’assoluta contrarietà alla realizzazione di discariche nel municipio. Sempre con una risoluzione, la n. 15 del 2012, approvata nella seduta del 2 agosto 2012, il consiglio del municipio IX ha espresso l’assoluta contrarietà alla realizzazione di discariche di rifiuti anche nel territorio del municipio IX, proponendo in alternativa il potenziamento della raccolta differenziata di rifiuti cosiddetta «porta a porta» già avviata, come unica soluzione percorribile per l’incremento dei livelli di riciclo e il recupero dei materiali e presupposto per la costruzione di un ciclo virtuoso dei rifiuti.
Lo sforzo richiesto ai cittadini per la realizzazione della raccolta differenziata mal si concilia con le difficili conseguenze che derivano dalla presenza sul medesimo territorio di un sito di stoccaggio dei rifiuti.
La vigente normativa europea, recepita dalla legislazione italiana, impone infatti agli Stati membri un processo progressivo di riduzione dei rifiuti e la stessa normativa indica come elemento determinante la limitazione al ricorso alle discariche. In particolare, l’articolo 13 della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti, prevede – lei conosce bene, signor Ministro – che la gestione degli stessi sia effettuata senza danneggiare la salute umana, senza recare pregiudizio all’ambiente e, in particolare, senza recare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo, la flora e la fauna, senza causare inconvenienti da rumori od odori, senza danneggiare il paesaggio o i siti di particolare interesse.
Mi aspetto che da un Governo e da un Ministro così attento all’Europa si tenga in dovuta considerazione tutto questo ed anche il fatto che la Commissione europea ha già avviato nei confronti dell’Italia numerose procedure di infrazione riguardo alla situazione di molte discariche presenti sul territorio nazionale.
Così come mi aspetto, dopo il recente varo di un apposito decreto-legge cosiddetto «valore cultura» da parte del Ministro Bray, che si tenga in considerazione la delibera emessa dal Ministero per i beni e le attività culturali, ai sensi dell’articolo 136 del decreto legislativo n. 42 del 2004, e successive modifiche, che, con decreto ministeriale del 25 gennaio 2010 ha sottoposto gran parte del quadrante interessato a vincolo paesaggistico con la dichiarazione di notevole interesse pubblico (il cosiddetto vincolo Bondi). Nell’area in cui dovrebbe allargarsi la discarica di Falcognana vi sono il parco regionale di Decima-Malafede, istituito con legge regionale n. 29 del 6 ottobre del 1997, e l’area monumentale del santuario del Divino Amore, nonché aree archeologiche e dimore storiche di valore.
Il territorio del municipio Roma IX ha all’attivo numerose altre discariche, signor Ministro: due a Porta Medaglia, due in via Ardeatina, una a Fioranello, una a Selvotta, nonché diversi recuperi ambientali tra via Laurentina e Santa Palomba ed un’enorme discarica di rifiuti pericolosi proprio a Falcognana; ricordo che, nei territori limitrofi, sono presenti la discarica di Albano, il previsto inceneritore del Roncigliano e la discarica di amianto di Pomezia.
La scelta di creare un’enorme discarica in questa zona rischia di innescare situazioni di pericolo per l’ordine pubblico, che si vanno a sommare alla difficile condizione viaria: la via Laurentina, a causa dei lavori di ampliamento fermi da un anno e mezzo, è in condizioni disastrate ed è motivo di continui incidenti; la via Ardeatina, unica senza svincolo a quadrifoglio del Grande raccordo anulare, con un manto stradale pessimo, da dicembre 2012, ha un divieto di transito per i mezzi pesanti oltre i 3,5 metri di altezza e alle 6,5 tonnellate di peso (ordinanza della provincia di Roma n. 35 del 2012) e mal si concilia a sopportare un ulteriore aggravio di traffico pesante.
A tutto ciò si aggiungono le ricadute sulla salute degli abitanti della zona e le gravissime conseguenze sull’agricoltura e viticoltura di eccellenza, che rappresentano anche una determinante economica di rilievo.
Per tutte queste ragioni, signor Ministro, le chiedo di chiarire in maniera inequivocabile che nessuna discarica sarà autorizzata nel territorio del municipio di Roma IX.
Interpellanza urgente dell’ on. BRUNETTA in tema di “Elementi in merito alle attività del commissario delegato per l’emergenza ambientale nel territorio della provincia di Roma con specifico riferimento alla realizzazione della discarica di Falcognana”
ON. RENATO BRUNETTA
Signor Presidente, signor Ministro,
questa interpellanza urgente era rivolta al Presidente del Consiglio per le ragioni che poi esprimerò. Ringrazio l’amico Orlando, che risponderà per conto del Presidente del Consiglio e non me ne voglia se in alcune parti della mia illustrazione mi rivolgerò direttamente al Presidente del Consiglio, perché questo, come dire, è il punto di riferimento sostanziale della mia interpellanza urgente.
Nel corso dell’ultimo mese, ho voluto porre all’attenzione del Governo – dell’intero Governo – la questione legata alla realizzazione della nuova discarica per lo stoccaggio dei rifiuti di Roma, la cui area dovrebbe essere individuata in località Falcognana, ossia all’interno del quadrante Ardeatina-Laurentina. Tale decisione sembrerebbe essere necessaria a causa della chiusura della discarica di Malagrotta per raggiunti limiti di capienza.
Secondo quanto riferito da organi di stampa, tale decisione pare sia stata presa i primi di agosto, l’8 agosto, durante un incontro avvenuto tra il Ministro dell’ambiente, Orlando, il presidente della regione Lazio, Zingaretti, e il sindaco di Roma, Marino, che hanno incaricato il commissario Sottile di verificare ulteriori aspetti tecnici e logistici del sito stesso.
La questione, come è noto, è molto articolata e complessa ed è più articolata e complessa di quanto si possa immaginare, perché all’interno dell’area che sarebbe stata individuata come possibile sito per la realizzazione della discarica sussistono varie situazioni di criticità, che è bene esaminare con molta attenzione e che coinvolgono, a vario titolo, diversi membri del Governo, che sono stati opportunamente già interpellati dal sottoscritto attraverso atti di sindacato ispettivo specifici e puntuali sui diversi aspetti interessati.
Ho poi ritenuto opportuno, altresì, interpellare direttamente il Presidente del Consiglio, in quanto responsabile in ultima istanza, Ministro Orlando, delle diverse decisioni e iniziative che i vari Ministeri coinvolti sono chiamati a porre in essere per fronteggiare la situazione emergenziale che abbiamo davanti.
Iniziamo dalla questione legata ai trasporti e alla rete stradale, e quindi anche alla sicurezza su strada. Le condizioni della viabilità dell’area interessata dall’eventuale decisione di realizzare la discarica a Falcognana – quadrante Ardeatina-Laurentina di Roma – sono particolarmente critiche, poiché la zona è già al collasso ed è inadeguata a sopportare un ulteriore aggravio di traffico pesante; la via Laurentina, a causa dei lavori di ampliamento, che sono fermi da un anno e mezzo, è in condizioni disastrate ed è teatro di continui incidenti stradali. La via Ardeatina, unica senza svincolo a quadrifoglio del Grande raccordo anulare di Roma, è rivestita da un manto stradale pessimo e, da dicembre 2012, è interessata da un divieto di transito ai mezzi pesanti.
La scelta del sito di Falcognana presuppone, quindi, la definizione di un nuovo ed ulteriore piano di viabilità e il coinvolgimento dei Ministeri competenti per verificare tutti gli aspetti tecnici e logistici per l’accesso al sito.
Prima di tale piano non è possibile prendere alcun’altra decisione. Altra questione è quella legata alla conservazione dei beni culturali. Gran parte del quadrante, inoltre, è stato sottoposto, nel gennaio 2010, a vincolo paesaggistico con specifica dichiarazione di notevole interesse pubblico, emessa dal Ministero dei beni e delle attività culturali. Nell’area sono presenti siti di altissimo pregio, come l’area monumentale del Santuario del Divino Amore, luogo di culto famoso in tutto il mondo, che attira giornalmente migliaia di pellegrini ed è sottoposto a vincolo monumentale, nonché aree archeologiche e dimore storiche.
Nel sito individuato si è, poi, in presenza di un’alta permeabilità del terreno testimoniata dal fitto reticolo idrografico secondario dell’affluente fosso dei Radicelli al fiume Tevere; inoltre, secondo quanto previsto dal codice ambientale, l’eventuale estensione dei codici europei dei rifiuti per il conferimento anche dei rifiuti urbani trattati sarebbe comunque una modifica sostanziale dell’autorizzazione allo smaltimento di rifiuti nell’impianto attuale della Falcognana e, come tale, richiede una nuova domanda. Risibile, gliel’ho già detto, signor Ministro, pensare a una mera estensione delle vecchie autorizzazioni. Si rende conto, signor Ministro, in quale guaio si sta cacciando, da questo punto di vista ?
Veniamo al tema dell’agricoltura; nella zona interessata da tale decisione sono attive importanti aziende agricole e vinicole biologiche che verrebbero a trovarsi in difficoltà a causa dell’inquinamento che potrebbe essere causato dalla realizzazione di questa enorme discarica di rifiuti. Il tutto può essere utilmente legato al tema dei rapporti con l’Unione europea e al rispetto della normativa comunitaria. La vigente normativa europea, recepita dalla legislazione italiana, impone agli Stati membri processi progressivi di riduzione dei rifiuti e la stessa normativa indica come elemento determinante la limitazione al ricorso alle discariche per rifiuti.
È bene altresì ricordare che la direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 prevede che la gestione dei rifiuti sia effettuata senza danneggiare la salute umana, senza recare pregiudizio all’ambientePag. 37e, in particolare, senza creare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo, la flora o la fauna, né causare inconvenienti da rumori né odori, né danneggiare il paesaggio o i siti di particolare interesse. Tutti aspetti che all’interno dell’area di Falcognana sono assolutamente in pericolo.
Ho chiesto ai parlamentari europei di presentare un’interpellanza urgente e una petizione per chiedere all’Unione europea una visita degli ispettori nel più breve tempo possibile per analizzare l’intero ciclo dei rifiuti a Roma ed, in particolar modo, la chiusura di Malagrotta e l’individuazione di discariche alternative. Quindi, prepariamoci per la venuta di ispettori europei nei prossimi giorni.
Inoltre, va rilevato che la Commissione europea ha già avviato nei confronti dell’Italia numerose procedure di infrazione riguardo la situazione di molte discariche presenti sul territorio nazionale; in particolare, nel marzo 2013 l’Italia è stata denunciata alla Corte europea di giustizia dalla Commissione europea, in quanto parte dei rifiuti di Roma non avrebbe subito il trattamento meccanico biologico richiesto dai regolamenti europei per ridurre la consistenza volumetrica dei rifiuti e facilitare un loro eventuale possibile recupero.
A questo riguardo, signor Ministro, gliel’ho già chiesto, può dire una parola definitiva di chiarezza rispetto al «tal quale» a Roma e ai trattamenti di TMB a Roma e agli impianti di trattamento di TMB a Roma ? Le ricordo che siamo in Parlamento e in Parlamento non sì può mentire; le sto dicendo e le sto chiedendo, una volta per tutte, dello stato del «tal quale» a Roma, del conferimento del «tal quale» a Malagrotta, dello stato di efficienza e di funzionamento degli impianti di trattamento meccanico biologico a Roma e della loro adeguatezza per il presente e per il futuro, a Roma. Le chiedo, le sto chiedendo ufficialmente una parola di chiarezza su questo punto perché questo è dirimente, signor Ministro.
Altra questione è legata all’ordine pubblico: la presenza di numerosi insediamenti abitativi di decine di migliaia di cittadini nelle immediate adiacenze ai siti interessati rischia di innescare situazioni di pericolo per l’ordine pubblico. I cittadini della zona, infatti, dopo i blocchi di via Ardeatina e dell’uscita 24 del Grande raccordo anulare, hanno avviato, nella serata dell’8 agosto 2013, lo sciopero della fame e della sete contro la realizzazione di tale discarica. I cittadini della zona hanno nuovamente bloccato la via Ardeatina nella notte tra il 3 e il 4 settembre 2013, protestando ulteriormente contro un’eventuale realizzazione della discarica. A tutti questi miei concittadini e a decine di anonimi dico: grazie, grazie per i loro sacrifici, grazie per la loro generosità. Non è stato corretto il trattamento che hanno subito, non sono stati informati di nulla.
Il sindaco Marino se ne è lavato le mani; Il presidente Zingaretti, dopo aver risposto in maniera volgare e violenta al Ministro della difesa, che aveva dato la sua disponibilità per siti alternativi, da allora è sparito dalla circolazione; gli uffici regionali rifiutano la documentazione ai cittadini che richiedono informazioni; nulla è successo in consiglio regionale.
Questo è un atteggiamento, signor Ministro, assolutamente inaccettabile. Non si può usare la democrazia quando si è all’opposizione, non si può imporre opacità quando si governa. La democrazia è biunivoca, signor Ministro: vale quando si è all’opposizione, vale quando si governa. Non si può usarla in forma alternata.
Da organi di stampa si apprende, inoltre, che sono in corso da parte della Direzione distrettuale antimafia e della Guardia di finanza indagini tese ad accertare la reale proprietà dell’assetto societario dell’area individuata su cui non c’è affatto chiarezza. E mi hanno molto colpito le indiscrezioni di stampa tendenti a dimostrare che tutto era trasparente e che tutto era normale quando le relazioni della Guardia di finanza, del questore e del prefetto sono ancora riservate.
Per questa ragione le chiedo, signor Ministro, anche su questo punto di fare chiarezza; e su questo punto ho chiesto anche al Ministro Cancellieri, come Ministro della giustizia, di fare chiarezza sulle altre situazioni pendenti rispetto alla proprietà della Falcognana.
Altro tema da non sottovalutare è la questione salute. Nel territorio del Municipio Roma IX sono, tra l’altro, già operanti numerose discariche: due a Porta Medaglia, due in via Ardeatina, una a Fioranello, una a Selvotta, nonché diversi recuperi ambientali tra via Laurentina e Santa Palomba ed una discarica di rifiuti pericolosi, appunto, a Falcognana. Nei territori limitrofi è presente la discarica di Albano, il previsto inceneritore del Roncigliano e la discarica di amianto di Pomezia. Si rendono quindi assolutamente necessari opportuniPag. 39approfondimenti e una valutazione della sostenibilità dell’impatto sulla salute pubblica che la presenza della prevista discarica provocherebbe.
È stato coinvolto, signor Ministro, l’Istituto superiore di sanità ? Non mi pare. Da una dichiarazione esplicita del Ministro Lorenzin si evince – e me ne darà conto la prossima settimana – che all’Istituto superiore di sanità non è stata richiesta nessuna valutazione preventiva rispetto all’utilizzazione della Falcognana come discarica di rifiuti urbani.
E veniamo alle responsabilità della decisione, quindi al ruolo del commissario per l’emergenza rifiuti nel Lazio. Con decreto ministeriale n. 203 del 27 giugno 2013, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ha prorogato l’incarico del commissario delegato con l’obiettivo di superare definitivamente le criticità emerse nella gestione dei rifiuti urbani nella provincia di Roma, e ha inoltre disposto ulteriori compiti da portare a termine per superare l’emergenza.
Va comunque rilevato che l’ordinanza della Protezione civile del 6 settembre 2011 dispone che, per i progetti di interventi e di opere per cui è prevista la normativa vigente e la procedura di valutazione e di incidenza o di impatto ambientale statale o regionale, in caso di mancata espressione del parere o di motivato dissenso espresso, alla valutazione stessa si procede in un’apposita conferenza dei servizi. Nei casi di mancata espressione del parere o di motivato dissenso espresso in ordine a progetti di interventi ed opere di competenza statale in sede di conferenza dei servizi dell’amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistica e territoriale, storico e artistico, la decisione è rimessa al Presidente del Consiglio dei ministri.
Le questioni sul banco sono quindi molteplici e tutte particolarmente critiche. In particolare, per quanto riguarda il lavoro del commissario, vorremmo capire quali siano i limiti e i poteri di deroga alla legislazione vigente in materia di disciplina delle autorizzazioni ambientali e delle valutazioni paesaggistiche che gli competono, e se questi fossero stati travalicati nel caso che stiamo esaminando.
In poche parole: si chiude Malagrotta, il commissario assume ulteriori pieni poteri, espropria. È questo l’iter previsto ? Chi pagherà i 140 milioni di euro di valore di esproprio ? Questo dicono le cronache, questo dicono i giornali. Centoquaranta milioni di esproprio per una discarica opaca ! E di questo poi parleremo anche successivamente, signor Ministro.
È fondamentale poi capire se i Ministri su cui ricadono a vario titolo le competenze citate sono stati coinvolti, e quali sono state le loro valutazioni. In caso di mancata espressione del parere o di motivato dissenso espresso è opportuno sapere se si sia proceduto o si intenda procedere con apposita conferenza di servizi.
Va poi chiarito se tra i poteri attribuiti al commissario per l’emergenza dei rifiuti a Roma rientra la possibilità di procedere all’acquisto o all’esproprio a fini di utilità pubblica di una o più aree da adibire, anche temporaneamente, a discarica per i rifiuti urbani, senza che sia completamente esaurito il percorso amministrativo di autorizzazione alla realizzazione dell’impianto di smaltimento nell’area individuata.
In altre parole, una parola chiara una volta per tutte: signor Ministro, si esproprierà a Falcognana ? Lo farà il commissario Sottile ? E se sì, con quali soldi ?
In sintesi, sono state prese in considerazione le possibili conseguenze di questa decisione ? Tutte le autorizzazioni necessarie sono state richieste ? Le amministrazioni competenti e le imprese attive nel ciclo dei rifiuti a Roma hanno espresso la loro valutazione ? Esistono soluzioni alternative, ovvero, in base alle tecnologie, alle soluzioni organizzative, industriali, logistiche o infrastrutturali esistenti, è possibile evitare non solo questa, ma qualsiasi nuova discarica stile Malagrotta nell’area di Roma ?
Poche parole per concludere e per sintetizzare il caso Falcognana, oppure il pasticciaccio brutto di Falcognana: centinaia di mezzi pesanti su strade già intasate, inquinamento delle falde e degli affluenti del Tevere, rumore, disagi, terreni agricoli in stato di abbandono, valori immobiliari ridotti a zero, alcuni dei luoghi simbolo della cristianità da proteggere.
E poi un parco archeologico, una riserva naturale, una rete idrica delicata, svincoli stradali non adeguati, grandi insediamenti residenziali, centri di ricerca scientifica e di cura sanitaria di profilo internazionale: tutto questo buttato in discarica !
La situazione pare evidente: le carte non sono in ordine, signor Ministro, vi è scarsa trasparenza, assenza di autorizzazioni, superficialità degli studi di valutazione degli impatti, inerzia burocratica, affossamento delle soluzioni alternative, e tanto, tanto opportunismo politico.
Credo che il problema non sia Falcognana, ma il governo dei rifiuti a Roma, la gestione dell’intero ciclo amministrativo e industriale dello smaltimento. In queste condizioni, signor Ministro, un blitz di Ferragosto a Falcognana, quella vostra riunione dell’8 agosto, non è certamente la soluzione: come altrove, non è accettabile questo blitz, e non sarà accettato. Prima le carte in tavola, poi la discussione sul merito, con grande senso di responsabilità: non «non nel mio giardino», ma semplicemente grande senso di responsabilità per risolvere il problema del ciclo dei rifiuti a Roma.
MINISTRO ANDREA ORLANDO
Signor Presidente, onorevole Brunetta,alcune considerazioni preliminari, perché credo opportuno non lasciare dubbi riguardo ad alcuni presupposti: in particolar modo riguardo ad alcune ombre, che lei ha sollevato e che porterebbero ad ipotizzare il fatto che io di fronte al Parlamento dica cose non vere. La prima questione riguarda il conferito nella discarica di Malagrotta ed il funzionamento dei TMB. Siccome questa è una vicenda non solo che è sotto procedura di infrazione, che è oggetto dell’attenzione dell’Unione europea, ma è anche un dato ricorrente ed una notizia che è emersa più volte sulla stampa prima ancora che si ipotizzasse l’ubicazione di Falcognana, il giorno 26 giugno 2013 ho chiesto al NOE di verificare il funzionamento dei TMB della capitale. Il risultato è il seguente (sto ad un rapporto dei carabinieri, non ad una mia autonoma valutazione): il TMB della via Salaria funzionava quel giorno all’85,63 per cento (si trattava chiaramente di una verifica non comunicata preventivamente, quindi di una verifica fatta a campione e senza preavviso); al 106 per cento l’impianto di Rocca Cencia; al 104 per cento quello di Malagrotta 1; al 105 per cento quello di Malagrotta 2.
Oltre a questo devo aggiungere: naturalmente il fatto che si sia insediato un commissario non fa venir meno la funzione delle autorità di controllo sul ciclo di smaltimento di rifiuti, da quelle che presidiano la legalità dal punto di vista penale a quelle che hanno funzioni più strettamente di tutela dell’ambiente (penso all’Agenzia regionale per l’ambiente).
Io ho scritto nel mese di agosto per precisare ulteriormente, non per la discarica di Malagrotta o, eventualmente, per quella di Falcognana, ma per tutte le discariche italiane, quale deve essere la qualità del conferito in discarica.
Per cui se, eventualmente, vi fosse del conferito difforme da quanto prescritto dalla mia circolare – non soltanto dalla legge, ma dalla mia circolare, che precisa ulteriormente che, per esempio, la tritovagliatura non può essere equiparata al trattamento e che il trattamento ha dei requisiti specifici che trasformano il rifiuto in modo significativo per considerarlo trattato –, se non vi fosse rispetto di questi elementi, si tratterebbe di una violazione di legge, che tutte le autorità competenti hanno il diritto-dovere di poter accertare.
Io quello che posso fare – siccome questa questione è stata ulteriormente posta anche l’altro giorno in Commissione, quando si discuteva di procedure di infrazione – è inviare ulteriori verifiche da parte del nucleo dei carabinieri specializzato; ma, ad oggi, devo dire – lo dico con grande serenità – che tutti gli atti necessari a far sì che si spingesse in quella direzione e che si disincentivasse, si impedisse o si contrastasse la possibilità di portare il tal quale non a Malagrotta, ma in tutte le discariche italiane, è stato fatto, ed è stato fatto con costanza, a prescindere, lo ripeto, dalla vicenda romana. Perché non soltanto questo, eventualmente, comporterebbe l’apertura di altre procedure di infrazione per altre realtà nel Paese, ma contrasterebbe con un obiettivo ambientale, che credo debba essere al centro dell’azione di questo Governo e di tutti i governi che ritengono di dover tutelare il valore ambientale.
In secondo luogo, l’altro aspetto che lei poneva era la questione che riguarda la qualità soggettiva della società che è chiamata a svolgere la conduzione della discarica, della proprietà della discarica. Le verifiche che io ho chiesto non sono quelle previste dalla legge: la legge prevede che prima della gara di appalto e prima della stipula del contratto, vi siano verifiche che riguardano i requisiti soggettivi di chi è chiamato a contrarre. Le verifiche che io ho chiesto, e che ho chiesto al prefetto Pecoraro, nascono semplicemente da una notizia di stampa. Non eravamo ancora arrivati nella fase in cui si doveva stipulare il contratto e verificare quali erano i requisiti soggettivi eventuali, che, come sapete, è un adempimento di legge che poi andrà fatto, in tutti i casi. Io, semplicemente, sulla base di una notizia di stampa ho chiesto una cosa molto semplice alla prefettura di Roma: c’è la possibilità che attorno a questa discarica ci siano fenomeni di infiltrazione criminale mafiosa ? Questa è la domanda. Allo stato dell’arte, sulla base dei riscontri e della documentazione, mi è stato risposto che questo non c’è.
E l’altra domanda, preventivamente, per cautelare l’amministrazione, è la seguente. Perché qual è il mio ragionamento, onorevole Brunetta: non si può andare avanti in un iter e aspettare, poi, il momento in cui la legge ti prescrive di verificare i requisiti soggettivi, per poi scoprire che quei requisiti soggettivi non ci sono.
Noi, ad oggi, non avremmo il dovere di fare quelle verifiche, perché la legge dice di farle più in là; però, credo che sia un criterio di buona amministrazione verificare preventivamente se ci fossero degli elementi di carattere ostativo: non le qualità morali di chi è chiamato a contrarre, non la condotta esistenziale di chi sarà chiamato a contrarre, ma se esistono degli elementi di carattere ostativo per la stipula del contratto.
Ad oggi, sulla base degli elementi che sono emersi e dei riscontri che ci sono stati dati, non esistono degli elementi ostativi che impediscono la capacità di contrarre con la pubblica amministrazione; poi, impregiudicate tutte le ulteriori verifiche che la legge prescrive, tanto per la definizione di quello che, a mio avviso, dovrebbe configurarsi come un rapporto di appalto per la gestione di servizi, quanto, poi, per la stipula definitiva del contratto.
Lei rileva il fatto che non sono state fatte verifiche nel rapporto con altri Ministeri da parte del commissario, poi su questo tornerò. Vorrei soltanto dire che non da parte del commissario, ma da parte del sottoscritto, nel momento in cui è emersa un’ombra che poteva, in qualche modo, pregiudicare in prospettiva o creare anche soltanto la possibilità che ci fosse un tipo di quadro di quel genere, ho chiesto io al prefetto di Roma, nonostante questo naturalmente abbia comportato inevitabilmente un ritardo anche nello svolgimento e nell’assunzione della decisione perché si tratta di verifiche che la legge prevede vadano fatte più avanti e che probabilmente hanno inevitabilmente un tempo lungo di approfondimento.
Lei ci rimprovera di avere deciso ad agosto. Noi abbiamo deciso ad agosto perché il 30 settembre chiude Malagrotta e abbiamo deciso ad agosto perché mettere insieme tre enti locali che per molti anni non hanno trovato un punto di equilibrio non è un’operazione politicamente semplice. Io rivendico il fatto che abbiamo deciso ad agosto, perché ad agosto abbiamo continuato a lavorare su questo scenario, così come su altri scenari. Quindi, onestamente, non c’era alcuna volontà di sottrarsi a un confronto, che peraltro – lo devo dire – in questo caso, siccome lei ricorda che è bene che ognuno si assuma le sue responsabilità, non era mio compito provocare e promuovere, nel senso che non è compito di chi si surroga in qualche modo alle funzioni ordinarie degli enti locali promuovere la partecipazione e il confronto con i cittadini.
Venendo, invece, allo specifico delle domande che lei pone, riguardanti la realizzazione della discarica richiamata, e a completamento delle informazioni rese con risposte date con riferimento all’interpellanza precedente, tengo a dire che l’ambito di azione del commissario straordinario è delimitato dalle disposizioni di cui agli articoli 1, comma 358 e seguenti, della legge n. 228 del 2012, della legge di stabilità per il 2013, e all’articolo 41, comma 5, del recentissimo decreto-legge di rilancio dell’economia, convertito dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, nel quale gli hanno attribuito parti dei poteri previsti dall’ordinanza della Presidenza del Consiglio dei ministri n. 3963 del 2011, precisamente quello di cui agli articoli 1, comma 2, e agli articoli 2, 3 e 4 della ordinanza della Presidenza del Consiglio dei ministri, al fine di non determinare soluzioni di continuità nelle azioni in corso del precedente commissario delegato all’emergenza.
Fra tali poteri si ricordano quelli di adottare, nelle more del completamento del sistema impiantistico regionale, i provvedimenti necessari per assicurare la prosecuzione, senza soluzione di continuità, dello smaltimento dei rifiuti nell’area interessata e quello di sostituirsi, previa diffida, nei casi di accertata inerzia dei soggetti preposti alla gestione, manutenzione o implementazione degli impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti urbani prodotti nell’area interessata,Pag. 47nonché quello di provvedere all’autorizzazione e alla realizzazione della gestione delle discariche per lo smaltimento dei rifiuti urbani nonché di impianti per il trattamento di rifiuto urbano differenziato e indifferenziato, nel rispetto della normativa comunitaria tecnica di settore.
In particolare, con il menzionato articolo 41, comma 5, del decreto-legge di rilancio dell’economia convertito dalla legge del 9 agosto 2013, n. 98, si è stabilito che il commissario è autorizzato a procedere con i poteri di cui all’ordinanza della Presidenza del Consiglio dei ministri anzidetta soltanto nel caso in cui tali poteri siano attribuiti in tutto o in parte con il decreto di nomina.
Nell’esercizio dei propri poteri il commissario, fermo quanto detto in precedenza, è autorizzato, per effetto del richiamo legislativo fatto dalla legge di stabilità per il 2013 all’articolo 4 dell’ordinanza della Presidenza del Consiglio menzionata, a derogare alle norme ivi indicate, ove dal medesimo ritenute indispensabili sulla base di specifica motivazione, nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico, della direttiva del Presidente del Consiglio di ministri 22 ottobre 2004 e dei vincoli derivati dall’ordinamento comunitario.
Non risulta a questo Ministero che il commissario, nell’effettuare gli adempimenti di competenza, si sia discostato dall’osservanza di quelle procedure e dal quadro normativo che ho appena illustrato e che non abbia interloquito con le istituzioni e con gli organi competenti. Naturalmente – e questa è una valutazione di opportunità politica – i riscontri a questi confronti e gli elementi di approfondimento, che sono sempre auspicati e auspicabili, possono non esserci stati o possono non essere stati adeguatamente sviluppati.
Il fatto è che, sulla base dei poteri che sono stati conferiti, a noi pare che i passaggi formali necessari e l’acquisizione delle valutazioni di altre amministrazioni necessarie all’azione all’interno dei poteri conferiti ci sia stata.
Ciò non toglie che, poiché questa è una vicenda tanto delicata e poiché da questa vicenda dipende la possibilità di superare l’emergenza rifiuti nella capitale del nostro Paese, mi riservo ulteriori approfondimenti e verifiche per capire se ci siano stati eventualmente elementi di sottovalutazione del punto di vista di altre amministrazioni o indicazioni che dovevano essere acquisite e non lo sono state. Ma, sulla base di una prima verifica che abbiamo realizzato, ci pare che, all’interno dei poteri conferiti, quei poteri siano stati esercitati in conformità della legge.
In ordine alle implicazioni dell’utilizzo della discarica individuata dal commissario relativa alla viabilità provinciale e comunale di accesso al quadrante Ardeatina-Laurentina, il Ministero delle infrastrutture e trasporti da me sollecitato ha rilevato la necessità di operare una preventiva verifica delle condizioni infrastrutturali delle arterie interessate, al fine di accertare l’effettiva sostenibilità del traffico veicolare aggiuntivo connesso all’aumento del passaggio di veicoli pesanti. A tal proposito, il commissario prefetto a riposo Sottile ha evidenziato che, con riferimento alla viabilità di accesso al sito, si terrà conto delle ordinanze vigenti e quindi tale viabilità non interesserà il tratto dell’Ardeatina su cui insiste il santuario del Divino Amore, essendo stata verificata la possibilità, con il supporto della polizia stradale, di un percorso alternativo che, dal grande raccordo anulare di Roma, prevede il passaggio dei mezzi sulla via Laurentina, per poi giungere sull’Ardeatina mediante via di Porta Medaglia, in adiacenza direttamente al sito.
In ordine alle implicazioni concernenti la tutela della salute, il Ministero della salute, da me interpellato, ha evidenziato di non essere stato ad oggi formalmente interessato, come pure l’Istituto superiore di sanità della regione Lazio, dal comune di Roma capitale e dalle altre istituzioni competenti nell’ambito delle procedure amministrative espletate per l’individuazione del sito. Lo stesso Ministero ha evidenziato la propria disponibilità e intenzione di fornire, con l’ausilio – per i profili di competenza – dell’Istituto superiore di sanità e nel rispetto della disciplina vigente comunitaria e nazionale, il proprio supporto tecnico a tutela della salute pubblica e degli interessi protetti dei cittadini residenti nell’area interessata dalla discarica.
Pertanto, nel rispetto del decreto legislativo n. 36 del 2003, che attua la direttiva n. 1999/31/CE, relativa alla discarica di rifiuti e tenuto conto dei vigenti protocolli dell’Istituto superiore di sanità, il suddetto Ministero, per il tramite dell’Istituto superiore di sanità medesimo, assicurerà l’effettuazione ante operam di un’estesa caratterizzazione delle matrici ambientali,Pag. 49acque sotterranee e suolo circostante la discarica, al fine di valutare l’eventuale alterazione della qualità delle stesse matrici ambientali, acque sotterranee e suolo circostante.
Inoltre, in corso di esercizio della discarica, sarà valutata l’opportunità di monitorare la qualità dell’aria in prossimità dei centri abitati, al fine di verificare anche in quest’ambito l’eventuale alterazione della stessa sostanza tracciante, che potrebbe essere, nello specifico caso, visto che si tratta di RSU, pretrattati o meno, il CH4 metano, per garantire una corretta valutazione dell’impianto sanitario sulla popolazione residente in prossimità dello stesso impianto, un’apposita indagine epidemiologica, sempre a cura dell’Istituto superiore di sanità e, per i rispetti di rilevanza totale, a cura della competente ASL per il territorio. Per le medesime finalità di tutela della salute umana, potrebbe rendersi opportuno valutare, secondo i venti prevalenti, quali siano le aree geografiche maggiormente a rischio.
Il tipo di analisi credo verrà fatta anche nell’ipotesi di conferimento di non trattato, posto però che in quella discarica non può andare nessun tipo di non trattato. Lo vorrei dire proprio perché mi impegno, in questo caso formalmente, ad istituire un presidio fisso di polizia giudiziaria per verificare, dal momento dell’avvio della gestione della discarica, che la circolare da me emanata sia puntualmente rispettata, atta la strategicità di questo o di altri impianti che dovranno essere individuati nell’ambito della capitale.
Questo rischio non lo possiamo correre. Non possiamo correre il rischio che vada del «tal quale» in qualunque tipo di impianto venga attivato ex novo. Non lo possiamo correre, perché non possiamo infilarci di nuovo in una vicenda Malagrotta. Non lo possiamo correre, perché non possiamo aggirare le indicazioni dell’Unione europea. Non lo possiamo fare, perché si tratta di Roma anche se, naturalmente, qualunque posto in Italia deve essere messo sotto la vigilanza dal punto di vista delle indicazioni che sono contenute nella mia circolare, ma ritengo che, a maggior ragione in una vicenda così delicata, possiamo anche permetterci il lusso di avere un presidio fisso per verificare il tipo di conferimento che si realizza in quel tipo di impianto.
In ordine alle implicazioni relative alla compatibilità con le disposizioni di tutela paesaggistica, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha confermato che l’area individuata dal commissario rientra in un più vasto perimetro dichiarato di notevole interesse pubblico con decreto del direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici del Lazio del 25 gennaio 2010. Nello specifico, la zona di Falcognana è definita di paesaggio agrario di rilevante valore in quanto caratterizzata, secondo l’articolo 12 delle prescrizioni d’uso allegate al suddetto decreto, da una naturale vocazione agricola, di grande estensione, profondità e omogeneità, con rilevante valore paesistico per l’eccellenza dell’assetto percettivo, scenico e panoramico. Le citate prescrizioni prevedono in tali casi il rispetto di una serie di vincoli con riferimento al recupero e all’ampliamento di discariche già esistenti.
In particolare, la tabella B dell’articolo 12 delle prescrizioni d’uso consente, con riferimento alle discariche collocate in tale perimetro, la possibilità di procedere ad interventi modificativi e di recupero delle stesse, previa valutazione di compatibilità con i valori riconosciuti del paesaggio agrario e subordinatamente alla realizzazione di misure ed opere di miglioramento della qualità paesaggistica del contesto.
Viceversa, la realizzazione di nuove discariche non è consentita. Conseguentemente, deve evidenziarsi, in primo luogo, che la dichiarazione di notevole interesse pubblico dell’area considerata non impedisca di per sé qualsivogliaPag. 51intervento modificativo in relazione alla discarica in essere, purché, come si verifica per il caso di specie, risulti legittimamente autorizzata precedentemente al 25 gennaio 2010. In secondo luogo, è da evidenziarsi come, al fine di assicurare il rispetto dei valori propri del paesaggio agrario, ogni opera modificativa deve essere sottoposta alla preventiva valutazione di compatibilità paesaggistica, alla stregua dei valori paesaggistici tutelati e dei criteri definiti nel ripetuto vincolo del 2010. Tale valutazione dovrà esprimersi nel provvedimento autorizzatorio competente sopraintendente ai sensi dell’articolo 146 del codice dei beni culturali e del paesaggio.
A tal proposito, si è peraltro precisato, con riferimento all’altra interpellanza urgente dell’onorevole Brunetta, come per la discarica individuata dal commissario non si debba procedere ad alcun ampliamento o aumento della capacità di abbancamento o delle volumetrie già autorizzate, dovendosi procedere soltanto all’integrazione dell’autorizzazione già rilasciata per il conferimento dei rifiuti con il codice CER 19.12.12. Lei su questo ha già espresso le sue valutazioni e le sue interpretazioni della legge. Si tratta, pertanto, di un’integrazione non sostanziale dell’autorizzazione già rilasciata riguardante la mera estensione dei codici CER della famiglia 19 già autorizzati. Per tale integrazione nemmeno occorre una modifica dell’autorizzazione essendo sufficiente un mero nulla osta. Resta peraltro fermo l’eventuale potere del commissario delegato di derogare alle suddette disposizioni del codice di settore del 2004, ai sensi del quadro normativo complessivo in precedenza richiamato. Allo stato non risultano presentate agli uffici territorialmente competenti del Ministero né domande di autorizzazione né atti progettuali inerenti agli ampliamenti in questione.
Quanto ai pericoli di infiltrazione della criminalità organizzata ho già detto. Un approfondimento sulla compagine societaria di Ecofer ad opera del prefetto di Roma e la documentazione sinora trasmessa dal prefetto di Roma hanno escluso sia che ci sia un pericolo di infiltrazione, sia la sussistenza a carico di amministratori e soci di Ecofer di condanne penali definitive ostative della capacità di contrarre con la pubblica amministrazione. Naturalmente fino al momento dell’eventuale stipula del contratto questa è una verificaPag. 52che deve essere sempre svolta e la fotografia va fatta il giorno in cui eventualmente il contratto dovesse essere portato alla sua realizzazione.
Da ultimo, si precisa che, pur rientrando nei poteri del commissario quello di procedere ad atti espropriativi, il medesimo ha espresso l’avviso di non volere intraprendere questa direzione, atteso che agli alti costi e ai tempi lunghi richiesti dalle procedure espropriative appare preferibile la strada della integrazione dell’autorizzazione rilasciata alla discarica individuata, in modo da consentirle il ricevimento dei rifiuti urbani. Non c’è, quindi, una volontà di procedere all’esproprio e non ci sono – io credo – anche realisticamente le risorse e ritengo che anche dal punto di vista della tempistica la strada dell’esproprio porterebbe inevitabilmente a dei tempi molto più lunghi.
Vorrei precisare, infine, una cosa. Per quanto possibile, in una condizione di emergenza e allo stato dell’arte, facendo la fotografia e partendo da quella che era la condizione della raccolta differenziata a Roma nel momento in cui si è posto il tema della chiusura di Malagrotta, io credo che gli obiettivi contenuti nel piano per Roma, cioè gli obiettivi indicati anche dal mio predecessore, vadano rispettati. Noi non dobbiamo realizzare un nuovo sistema di scarico centri, ma dobbiamo ipotizzare Falcognana, o quale sarà l’altro sito che verrà individuato alla fine di questo iter, come una discarica di servizio, ipotesi che era contenuta anche nel piano per Roma.
Oggi, anche con lo sviluppo della differenziata e anche con il conferimento fuori regione, che noi abbiamo agevolato – vorrei ricordare che il 18 agosto è stato emanato (sempre in questo famigerato agosto) un decreto per consentire il conferimento di rifiuti con un determinato potere calorico anche fuori dalla regione e in più c’è, come lei ha ricordato, una gara che si terrà il 18 di questo mese per il rifiuto trattato –, nessuno può ragionevolmente ipotizzare il fatto che con l’insieme di queste politiche, anche accelerate, con il pregresso che si è venuto a determinare a Roma, non consentono a oggi di poter dire che si possa fare totalmente a meno di qualunque tipo di discarica, tant’è che anche il mio predecessore, anche in interviste recenti, ha parlato di una mera discarica di servizio. Ci possiamo mettere d’accordo su che cosa intendiamo per discarica di servizio. Io ritengo che la discarica di Falcognana o la discarica che verrà individuata, se siamo inPag. 53grado di lavorare rapidamente per l’attuazione di ciò che è contenuto nel piano per Roma, possa assumere davvero una funzione residuale e non vada in alcun modo, né per il tipo di rifiuto conferito, né per la funzione che deve assolvere all’interno del sistema di smaltimento dei rifiuti, comparata a Malagrotta, perché non ci sono più le condizioni normative, né dal punto di vista comunitario né dal punto di vista nazionale, e soprattutto perché non credo sia giusto pensare a un sistema che ancora dipenda così tanto dal conferimento in discarica.
Ora, io non sono in grado di dire quale sia stato il salto di qualità dal punto di vista della differenziata nel corso di questi due mesi. Mi rendo anche conto che probabilmente in due mesi il salto di qualità non può che essere modesto, ma ritengo che Roma non si possa in alcun modo sottrarre a una crescita e anche soltanto se si allineasse ai livelli medi del Paese, senza raggiungere obiettivi mirabolanti, il conferimento in discarica – e anche eventualmente il conferimento fuori regione – avrebbe una riduzione significativa.
Per questo io ritengo davvero che sia sbagliato in assoluto, al di là di come vada questa vicenda, continuare a parlare di una nuova Malagrotta. Noi dobbiamo agire tutti insieme, rispettando le leggi, e operare perché il nuovo assetto del sistema dei rifiuti della capitale non ipotizzi più uno squilibrio come quello che si è venuto a determinare nel corso di questi anni e che ha fatto sì che in questa città si sia anche realizzata la più grande discarica d’Europa.
ON. RENATO BRUNETTA
Signor Presidente, grazie signor Ministro,
devo dire che sono rimasto sconcertato da questa sua ultima risposta, perché lei ci dice sostanzialmente, in primo luogo, che l’8 agosto abbiamo deciso. Non si sa sulla base di quale progetto, non si sa sulla base di quali competenze, non si sa sulla base di quale conferenza dei servizi.
Però lei ci dice: l’8 agosto abbiamo deciso. Quello che è noto è che avete deciso chiedendo al commissario Sottile di proseguire nelle istruttorie valutative. Ebbene, lei ci dice poi, lei mi ha detto durante questa sua esposizione, che è sicuro che queste istruttore valutative siano state fatte, salvo che, anche grazie alle mie interrogazioni e interpellanze, si è evidenziato, signor Ministro, che queste istruttorie, da parte del commissario Sottile, non sono state assolutamente fatte.
Lo ha detto il Ministro dell’interno, che non è stato interpellato dal commissario Sottile. Lo ha detto il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, che non è stato interpellato, e questo risulta per tabulas, non sono miei pareri, risulta per tabulas: questi elementi saranno esplicitati martedì.
Quindi, il Ministero dell’interno non è stato interpellato dal commissario Sottile, e questo è ufficiale, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti non è stato interpellato dal commissario Sottile, il Ministro per i beni e le attività culturali, Bray, non è stato interpellato dal commissario Sottile, il Ministro De Girolamo non è stato interpellato dal commissario Sottile, il Ministro Lorenzin non è stato interpellato e coinvolto dal commissario Sottile, il Ministro Moavero non è stato interpellato e coinvolto dal commissario Sottile.
Non so se il commissario Sottile abbia interpellato lei, Ministro Orlando. So che tutti i Ministeri interessati, oggetto delle mie interrogazioni e interpellanze, alla data dell’altro giorno, non erano stati in alcuna maniera coinvolti ed interpellati dal commissario Sottile, cui era stato dato – gliene do atto – l’incarico di fare questa operazione, né il commissario Sottile si è interfacciato con la popolazione.
È talmente vera questa affermazione che io faccio che, con la sua onestà intellettuale, nella sua dichiarazione, lei dice che queste verifiche ha dovute farle lei, anche, forse, sulla base delle interrogazioni e interpellanze che ho presentato, e le ha fatte, penso, nei giorni scorsi, compreso ieri, con una sorta di conferenza impropria di servizi, alle ore 17.
Ma se le ha dovute fare lei, è perché non le aveva fatte il commissario Sottile ! Quindi, vuole dire che voi, nella riunione dell’8 agosto, avete preso una decisione che non potevate prendere, in mancanza degli atti istruttori, in mancanza delPag. 55parere vincolante del Ministero per i beni e le attività culturali, in mancanza del parere vincolante dell’Istituto superiore di sanità, in mancanza degli altri pareri vincolanti degli altri Ministeri.
Queste verifiche non le aveva fatte il commissario Sottile. Ma, nonostante questo, voi avete comunque deciso che Malagrotta si chiude a fine settembre e, nonostante questo – lo avevate deciso prima, lo avete ribadito – avete deciso che Falcognana fosse il sito individuato. Io chiederò, ovviamente, le registrazioni del suo intervento, perché il suo intervento, nella sua onestà intellettuale, sarà la miglior prova per qualsiasi TAR o per qualsiasi tribunale della Repubblica dell’assoluta inconsistenza della decisione che voi avete preso l’8 agosto, per suo dire, e dell’illegittimità di quella decisione.
Avete deciso senza le istruttorie, senza le conferenze dei servizi, senza i poteri, che lei, poi, ha detto questa mattina avere chiesto ieri, due giorni fa, ai vari Ministri interessati, ribadendo le regole del gioco. Certamente, il Ministro Bray non poteva che dire che quella era un’area sottoposta al vincolo Bondi. Ma non lo sapeva prima ? Non lo sapevate prima ? Dove sono le cartografie ? Dove sono i progetti ? Dove sono le analisi di impatto paesaggistico-ambientale ? Dove sono ? Chi le ha prodotte ? Dov’è il progetto per Falcognana ? Non esiste il progetto per Falcognana, non esiste ! Ed in ogni caso, non è stato sottoposto a queste amministrazioni. Quindi, cosa avete deciso ? Su quale base ? Di una volontà politica ?
La volontà politica del sindaco che se ne è lavato le mani con numerose dichiarazioni alla stampa («Io non so, non ho visto, non ho sentito, non parlo, i miei poteri sono molto limitati») o del silenzio assordante del governatore Zingaretti, non essendoci purtroppo il Presidente della provincia ? Su quale base avete deciso quell’8 agosto che a Malagrotta ci dovesse essere una discarica di servizio ? Cosa vuol dire servizio ? Dove sta scritto servizio ? Qual è la definizione giuridica di servizio ? Non esiste, signor Ministro, come lei ben sa ! Non esiste tenere appesa una intera popolazione e dire «faremo delle cose, esporteremo i rifiuti, cercheremo di fare il TMB, faremo forse la differenziata ». Le do un’informazione: la differenziata iniziata ad aprile nella zona del Divino Amore, è terminata una settimana dopo con totale fallimento. Glielo dice un testimone, perché sono un residente in quella zona, come ben si sa. Quindi, la differenziata non è mai partita. Non è mai partita. Altro che 60 per cento ! Per questo, le dico dalla sua deregistrazione onesta, ma sconcertante, si evince che con l’8 agosto voi non potevate decidere nulla, e questo sarà, ovviamente, portato alle autorità competenti. Per questo avevo interrogato e interpellato il Presidente del Consiglio, perché voglio rendere edotto il Presidente del Consiglio di quello che si è fatto quell’8 agosto senza i poteri per farlo. Lei ci dice che non sarà espropriata. Me ne compiaccio, primo, perché non ci sono soldi, e poi, vivaddio, perché non ci sono i tempi.
Ma vorrei leggerle i caratteri soggettivi dei proprietari della discarica di Falcognana. É accertato che la proprietà, variamente e legittimamente schermata da fiduciarie, sia di Fiori Valerio e di Maio Francesco. Fiori Valerio è stato condannato con sentenza del Tribunale in composizione monocratica di Bologna, irrevocabile, il 29/9/2004 per violazione delle disposizioni in materia di tutela delle acque dall’inquinamento (articolo 45 del decreto legislativo n. 152/1999), reato commesso il 29/3/2000 in Crespellano, recidiva generica. Il signor Maio Francesco, proprietario e rappresentante legale della Maio Srl, socio di maggioranza dell’Ecofer ambiente Srl, è stato sia condannato per violazione dell’articolo 58 del decreto legislativo n. 152/1999, che addirittura, in data 4/7/2003, tratto in arresto su ordinanza del GIP del Tribunale di Trani per i reati di cui all’articolo 58 del decreto legislativo n. 152/1999 e articoli 163 e seguenti. Quindi, anche in forma di associazione a delinquere, il Maio, ha ripetutamente e specificamente commesso reati violando il testo aggiornato del decreto legislativo n. 152 dell’11 maggio 1999, ovvero quella che è la disciplina madre sulla tutela delle acque dall’inquinamento in recepimento della direttiva 91/271/CEE, concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE, relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonte agricola. Inoltre, come lei ben sa, sono in atto altre indagini da parte di numerose procure italiane rispetto a questa proprietà, e sulla base di questa informativa io ho fatto una interpellanza urgente al Ministro della giustizia per conoscere quali altre indagini – e su quali elementi e sui quali tipologie di reato – siano in corso rispetto a queste normative. Già però le caratteristiche soggettive che le ho letto dimostrano la incapacitàPag. 57a contrarre da parte della proprietà. Su questo sarà opportuno avere il parere del Ministero dell’interno oltre che del Ministero della giustizia.
Concludo, signor Presidente. Io le avevo chiesto, Ministro, certo, lo stato di efficienza degli impianti di TMB, ma anche la capacità di soddisfare il fabbisogno dell’area, perché se mi si dice che un impianto è operativo al 105 per cento e l’area ha un fabbisogno del 500 per cento, quand’anche un impianto sia operativo al 105 per cento rimane un 395 per cento di capacità insoddisfatta.
… se lei potesse darmi una risposta definitiva sul fatto che a Malagrotta non sia conferito più il tal quale. Ho chiesto ai servizi satellitari delle società aerospaziali italiane le fotografie in continuum degli ultimi mesi del sito di Malagrotta, in maniera tale da poter avere una documentazione efficace, efficiente ed esaustiva sul fatto che a Malagrotta si sia conferito o meno, dopo aprile, ancora tal quale. Questo è un elemento di chiarezza che le renderò poi noto, lo renderò noto anche attraverso ulteriori interrogazioni e interpellanze, al fine di dirimere questo aspetto.
Infine, signor Ministro, questa è una partita troppo importante, troppo grossa, non tanto per quanto riguarda Falcognana o Malagrotta, ma per quanto riguarda l’assetto finale del trattamento del ciclo dei rifiuti a Roma, nella capitale. Non può essere gestito in questa maniera, non può essere gestito legittimamente, con una riunione quasi carbonara l’8 agosto tra istituzioni che non avevano titolarità o senza le istruttorie necessarie. Non è possibile pensare di chiudere Malagrotta, procurare l’emergenza rifiuti, mettere alla disperazione un’intera città, un’intera capitale e poi, sulla base di questo pathos, di questa emergenzialità, dire: «Va bene, accontentiamoci di questa discarica…
Ho finito… di questa discarica di servizio».
Questo non è governare, questo è fare pasticci, signor Ministro, e per questo intendo interpellare di nuovo il Presidente del Consiglio, perché voglio che il Presidente del Consiglio venga lui qui a rispondere, nella sua suprema responsabilità, di tutta questa situazione. Non è possibile continuare così. Queste mie interrogazioni e interpellanze lo hanno i dimostrato, la sua onesta e paradossale difesa lo haPag. 59dimostrato. Non sarà più possibile continuare così. Malagrotta si chiuderà, ma non si aprirà a nessun’altra discarica nella città di Roma.
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