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    Intervento dell’on. BRUNETTA

     

    Brunetta Camera

     

    Intervento dell’on. Brunetta in merito alSeguito della discussione del testo unificato delle proposte di legge: Disposizioni in materia di contrasto dell’omofobia e della transfobia (A.C. 245 ed abbinate-A)”

    ON. RENATO BRUNETTA

    Il percorso di questa legge è iniziato sotto i migliori auspici, con piena condivisione dei principi: siamo contro ogni ingiusta e odiosa discriminazione nei confronti di ogni persona e per qualsiasi motivo; eravamo e siamo quindi disponibili a un provvedimento che tuteli la comunità gay, lesbiche, transessuali e bisessuali da violenze, aggressioni e forme di bullismo come quelle che emergono purtroppo dalle cronache.

    Abbiamo presentato una proposta di legge che prevede un’aggravante agganciata all’articolo 61 del codice penale (quindi ai reati contro la persona) che agisce sia contro le discriminazioni dovute all’orientamento sessuale che a quelle dovute agli altri motivi personali previsti dal trattato di Lisbona. Una proposta che mira alla protezione più ampia possibile nei confronti di tutti i soggetti che possono subire discriminazioni, a partire naturalmente da omosessuali e transessuali.

    Nel lavoro in commissione, il nostro relatore e il nostro capogruppo sono stati disponibili ad abbandonare quell’impostazione, per arrivare a un compromesso. Abbiamo quindi accettato di partire dal testo presentato dall’On. Scalfarotto, che ha scelto di inserire omofobia e transfobia all’interno di una legge come la Mancino, configurandoli come autonoma fattispecie di reato.

    La volontà di trovare un accordo noi l’abbiamo manifestata chiaramente in tutta la discussione e per tutto il percorso.

    Diamo atto anche al Pd e all’onorevole Scalfarotto di aver fatto altrettanto, almeno fino a un certo punto: dalla commissione è uscito un testo di mediazione su cui abbiamo dato il nostro consenso, nonostante ci fossero, all’interno del nostro gruppo, forti perplessità da parte di alcuni. Perplessità, per esempio sul reato d’opinione, sulle possibili limitazioni per la libertà di espressione e di associazione, su cui la legge Mancino non offre sufficienti garanzie.

    Perplessità sul margine eccessivo di interpretazione che si lascia al magistrato, data la indeterminatezza della definizione di omofobia e trans fobia. Ma eravamo disposti a superare questi dubbi, purché si approdasse a una legge condivisa, e purché da quest’aula uscisse un chiaro e forte rifiuto di ogni discriminazione e violenza. Abbiamo dato parere contrario alle pregiudiziali.

    Ma i nostri sforzi per raggiungere l’accordo sono stati vanificati dall’atteggiamento più recente del Pd, per arrivare a una legge di bandiera, una legge identitaria, ideologica, diretta non a tutti i cittadini ma ai propri elettori. Al Pd non importa che agli italiani arrivi un messaggio chiaro e unanime contro gli atteggiamenti omofobi, importa solo rivendicare il proprio ruolo, anche se questo può mettere a rischio la legge.

    Sappiamo già che ci saranno rivolte accuse di omofobia latente, che si cercherà di scaricare su di noi la rottura dell’accordo che invece ha voluto e sta volendo, Dio non voglia, il Pd: ma noi non dobbiamo dimostrare nulla a nessuno, e al paese, ai cittadini abbiamo già dimostrato come, nei fatti, abbiamo contrastato  questi atteggiamenti odiosi.

    Il contrasto all’omofobia, infatti, c’è chi lo predica da anni e c’è chi lo ha praticato concretamente con atti, campagne e provvedimenti.

    È stato il nostro Governo a varare per la prima volta una campagna di comunicazione istituzionale contro l’omofobia per condannare comportamenti omofobici violenti e discriminatori. E’ stato il nostro Governo ad attuare provvedimenti espliciti attraverso il Ministro Carfagna su questi temi.

    Rivendichiamo con orgoglio questi risultati che mai nessuno prima di noi ha avuto la capacità di realizzare e che dimostrano la nostra consapevolezza di quanto sia necessario impegnarsi con azioni concrete e non con campagne di bandiera per arginare fenomeni odiosi e indegni di un paese civile.

    Voglio comunque ricordare in maniera molto forte che il testo licenziato dalla Commissione, prima dell’inserimento di ulteriori aggravanti che noi non condividiamo, era un testo condiviso quasi all’unanimità dalla commissione stessa e che apriva la strada ad un consenso molto ampio all’interno dell’Assemblea. Questo mio è un ultimo appello, miglioriamo insieme questo testo e raggiungiamo un consenso il più ampio possibile di quest’Aula. Altrimenti il nostro voto, ferma restando la libertà di coscienza di ciascuno dei nostri parlamentari, non potrà essere favorevole a questo provvedimento.