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    BRUNETTA: Iva, “Abbiamo presentato nostre proposte coperture, Fassina le ha lette e studiate?”

     

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    Al viceministro comunista del Pd, Stefano Fassina, rispondiamo con le proposte di coperture, per un totale di 10,5 miliardi, che abbiamo già consegnato, in forma ufficiale, al suo presidente del Consiglio, Enrico Letta, nella giornata di mercoledì 18 settembre, e che sono state pubblicate, a scanso di equivoci, il giorno successivo, giovedì 19 settembre. E le ricordo in dettaglio:

    1. Rivalutazione nel 2013 dei cespiti strumentali delle imprese: le società aumentano i propri asset rilevanti ai fini della concessione del credito bancario e sulla plusvalenza realizzata versano un’imposta allo Stato (gettito: 1 miliardo);
    2. Anticipazione al 2013 del versamento di accise dovute dalle imprese a gennaio 2014 (gettito: 1,5 miliardi);
    3. Rinvio spese di investimento programmate per il 2013 (gettito: 1 miliardo);
    4. Vendita di immobili una tantum (gettito: 1 miliardo, anticipato da Cassa Depositi e Prestiti);
    5. Vendita di partecipazioni azionarie (gettito: 1 miliardo, anticipato da Cassa Depositi e Prestiti);
    6. Rivalutazione delle quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia: l’attuale valore del capitale sociale della nostra banca centrale è di 156.000 euro (300.000.000 di lire). Può essere portato a 25 miliardi. Applicando sulle plusvalenze un’aliquota del 16% (sulla scorta di quanto previsto dall’articolo 23 del D.L. 98/2011), si avrebbe un maggior gettito one-off di circa 4 miliardi, già disponibili nel 2013 grazie agli anticipi da parte delle banche;
    7. Saldo pagamenti debiti delle PP.AA.: anticipo al 2013 non solo dei 7 miliardi già inclusi nel decreto Imu, ma di almeno 10 miliardi dei 20 inizialmente previsti per il 2014 (differenza di gettito da utilizzare come copertura: 1 miliardo).

    Forse il viceministro comunista Fassina, tutto intento a partecipare ad inutili assemblee del suo partito, non le ha lette e non le ha studiate. Ce ne dispiace. Se vuole gliele illustriamo noi, compresa l’ottava che è stata formulata, sempre ufficialmente, ieri: se i 10 miliardi di debiti della PA per spese in conto capitale che portano a un aumento di 0,5 punti del rapporto deficit/PIL nel 2013 non sono stati già tutti erogati, basterebbe sostituirne 2 con pagamenti di spese di parte corrente, che non hanno effetti sul deficit, piuttosto che di spese in conto capitale, e avremmo centrato l’obiettivo del 3%, senza correre il rischio di sforare per un misero decimale. Forse sarebbe il caso che il viceministro comunista Fassina parlasse di meno e studiasse di più, e magari rispettasse di più il suo ruolo che, gli ricordo, è quello di viceministro di un governo di coalizione e non di viceministro di un soviet, di un governo di un solo partito.