BRUNETTA: RAI, “Non accetto lezioni da Peluffo né tantomeno da Gubitosi”

Non accetto lezioni di responsabilità e di sbigottimento né da parte dell’onorevole Peluffo né tantomeno dal direttore della Rai Gubitosi. Il Parlamento è la casa della trasparenza, e così dev’essere la Rai e ciò che concerne il servizio pubblico. Da questi principi mi è moralmente impossibile deflettere. Nel merito. Mi si accusa di ‘scarso senso delle istituzioni’ (Peluffo) per aver reso pubblico un atto pubblico, quali sono le interrogazioni e le conseguenti risposte. Tutto ciò è paradossale. Non esiste segreto di Stato, la Commissione di Vigilanza non è il Copasir. Più specificamente. L’esposto contro la Rai formulato dalla società oggetto dell’interrogazione è un fatto notorio, essendo stato riferito da tutti i quotidiani d’Italia sin dalla scorsa primavera. Le risposte della Rai fornite in Commissioni o sono atti coperti dal segreto istruttorio e dunque è reato rivelarli a chicchessia, anche ai parlamentari. Oppure sono – come appare in modo palese dalla risposta – dati pacifici, già inseriti in bilanci certificati, e dunque surrettiziamente definiti sensibili. Nessun danno, dunque. Non basta scrivere in calce a una risposta che essa contiene dati sensibili per imporre silenzio e opacità. Quanto allo sbigottimento di Gubitosi sono felice che egli manifesti con il suo nome, cognome e qualifica i suoi sentimenti intimi. Le risposte che egli suole inviarci per iscritto sono invece firmate un vicedirettore della folta schiera dei medesimi. Ciò fa ritenere la risposta non così tremendamente importante come gli sconvolgimenti dell’animo del direttore generale indurrebbero a credere. Del resto vedo che il presidente della Commissione onorevole Fico, nella seduta odierna, nel rispondere alle rimostranze contro di me dell’on. Peluffo ha comunicato l’intenzione di procedere rapidamente all’approvazione di una risoluzione tesa ad abbattere ogni barriera che oggi impedisca la pubblicità degli atti di sindacato ispettivo. E con ciò mi dà ragione moralmente e politicamente. Il dovere primario è la trasparenza.
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