BRUNETTA: Lampedusa, “Sinistra ipocrita su Bossi-Fini, per calcoli meschini non ha appoggiato referendum radicali”

Gli stolti del nostro villaggio hanno subito accusato il governo Berlusconi citando la legge Bossi-Fini come causa di questi eccidi del mare. Una menzogna da propaganda sovietica. Tre punti di replica a questa calunnia in mala fede. Primo. Se fosse abrogata oggi la Bossi-Fini, se non ci fosse stata tre giorni fa, i morti e i dispersi del barcone incendiato sarebbero vivi? Signor ministro. Non ci sarebbe stata questa fuga dall’Africa o sarebbe stata meno pericolosa? La Bossi-Fini non c’entra. Queste persone si appellano al diritto internazionale, anche se molti di loro, giustamente, non sanno cosa sia, e chiedono l’asilo politico e lo status di rifugiati. Secondo. La Bossi-Fini è in continuità logica con la Turco-Napolitano ed applica un principio di saggezza. Si tratta di favorire l’ immigrazione da domanda, che consente un’ordinata integrazione. E di impedire l’immigrazione da offerta, che distrugge chi arriva e chi riceve. Il buonismo finisce per legittimare lo status quo di schiavismo e di sfruttamento . Altra cosa ovvia sono i problemi di singole e masse in fuga da guerre e situazioni estreme. Ma qui l’Italia non può reggere l’urto, e si affonderebbe tutti. Occorre una soluzione europea. Terzo. La sinistra, che urla contro la legge Bossi-Fini e contro il reato di clandestinità, è ipocrita. Per calcoli meschini non ha appoggiato i referendum radicali che proponevano l’abrogazione di entrambe le norme, Signor ministro. Pur di non firmare quelli sulla giustizia, non ha promosso nemmeno gli altri, caso mai i militanti aderissero anche a quelli sgraditi dalla magistratura. Non voglio però concludere con una parola polemica, anche se è dalla polemica che viene la scossa dell’agire e agire bene. Desidero che la mia ultima parola, in questo momento di pietà per i morti, di dolore per le vittime, di pianto per i bambini e per quella bambina che arrivava qui con le scarpette di vernice e che ora giace in un hangar.
Commenti recenti