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    BRUNETTA: Crisi, “Saccomanni bocciato da mercati, Ue e Parlamento”

     

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    Fuoco concentrico sulla politica economica impostata dal ministro Saccomanni. A gelare le attese non e’ solo il rapporto di ieri della Commissione europea sugli squilibri macroeconomici, ma anche i dati pubblicati oggi dall’Istat, che prevedono una caduta del Pil dell’1,9% e non dell’1,7%, come riportato nella nota di aggiornamento al Def, varata dal governo solo due mesi fa. Caduta del Pil che si aggiungera’ al -2,4% del 2012, segnando il record di ben 8 trimestri consecutivi con il segno negativo. Ormai: piena recessione e rischio di deflazione. Non sorprende pertanto il misto di preoccupazioni e accuse della Commissione europea nei confronti del nostro responsabile della politica economica: forte contrazione del reddito e dei consumi; un debito pubblico che aumenta, soprattutto a causa della mancata crescita e nonostante i bassi tassi di interesse praticati dalla Bce; un deficit pubblico al limite del 3% e comunque in bilico su coperture zoppicanti, costituite da tanti anticipi d’imposte e clausole di salvaguardia che rischiano di aumentare ancora di piu’ la gia’ alta pressione fiscale. I numerosi emendamenti alla Legge di Stabilita’, poi, rappresentano non una normale patologia, come il ministro dell’economia cerca disperatamente di spiegare, ma l’inevitabile conseguenza dell’assoluta mancanza di una strategia che impegni il Parlamento sui grandi temi della politica economica, ponendo un freno al prevalere dei micro-interessi. Insomma, Europa, mercati e Parlamento bocciano la politica economica di Saccomanni. Forse una riflessione si impone. Con questo finale di anno pienamente recessivo, il 2014 nascera’ sotto i peggiori auspici: altro che +1% di crescita. E cosi’ va a farsi benedire la riduzione della pressione fiscale e l’intero impianto della Legge di stabilita’.