BERGAMINI: Femminicidio, “Servono risorse per azione contrasto”

Per cogliere al meglio lo spirito della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, occorre rileggere l’atto con cui l’Onu la istitui’, e nel quale si fa esplicito riferimento al fatto che la violenza contro le donne e’ un ostacolo al raggiungimento di una piena parita’ di genere, allo sviluppo e alla pace. La violenza e’ uno dei meccanismi sociali che piu’ agiscono per mantenere le donne in una posizione subordinata e questo e’ particolarmente vero, a livello globale, per alcune categorie di donne che si trovano in situazioni di vulnerabilita’ e di pericolo come le donne rifugiate, migranti, detenute o in zone di guerra. Era il 1999. Oggi, a distanza di quasi quindici anni, le cronache ci restituiscono orrori contro la dignita’ e l’integrita’ della donna e violazioni dei diritti umani fondamentali che non accennano a diminuire: mutilazioni e segregazioni perpetrate per motivi religiosi, stupri sui cosiddetti ‘barconi della speranza’ e – scientificamente e strategicamente attuati – nelle zone di guerra, violenze silenziose, ma non per questo meno drammatiche, che nei Paesi ‘civilizzati’ si realizzano spesso tra le mura domestiche. La Convenzione di Istanbul contro la violenza domestica, recentemente ratificata dall’Italia, e la risoluzione che ho presentato e che e’ stata approvata dalla Camera impegnando cosi’ il nostro governo ad azioni di contrasto delle violenze sulle donne nelle aree di guerra, sono strumenti importanti, ma fondamentale e’ garantire la loro effettiva e piena applicazione. È necessario un vero sforzo comune e condiviso perche’ l’obiettivo che dobbiamo porci e’ molto ambizioso: si tratta di un cambiamento di mentalita’, abitudini, costumi. Nella consapevolezza che i diritti non vanno mai considerati pienamente acquisiti, ma e’ necessario tenere alta la guardia ovunque, per evitare una regressione purtroppo sempre possibile.
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