CAPEZZONE a Letta: Crisi, “Ma quale ripresa, guardi cifre…”

Le drammatiche cifre della crisi ricordate oggi dal presidente di Cna Malavasi dovrebbero indurre il Governo all’azione, e non a reiterare impegni e parole che sentiamo da sei mesi e un ottimismo sempre piu’ distante dalla percezione dei cittadini. E’ troppo comodo scambiare per attacchi al principio della rappresentanza attacchi in realta’ rivolti a quella politica che resta immobile, che non decide, che rinvia per difendere la stabilita’ delle proprie poltrone. Incompatibili con la democrazia e i principi dello stato di diritto sono gli acconti superiori al 100%, l’incertezza e spesso la retroattivita’ delle norme fiscali, l’inversione dell’onere della prova. E incompatibile con la democrazia e con l’attivita’ economica, quindi anche con l’occupazione e il benessere, e’ il livello di tassazione che abbiamo raggiunto. Almeno alle piccole e medie imprese dev’essere consentito di determinare il reddito d’impresa secondo criteri di cassa, altrimenti il rischio, ma e’ gia’ una realta’, e’ quello di una serie infinita di chiusure e fallimenti non per crisi, bensi’ per una pretesa fiscale priva del suo requisito giuridico di base, cioe’ la capacita’ contributiva. Infine, come ha osservato oggi Mario Draghi, se il deficit italiano nel 2013 e nel 2014 sara’ leggermente superiore agli obiettivi di rientro programmati, e’ perche’ ad essere inferiore alle attese e’ il dato del Pil. Un’ulteriore dimostrazione che senza crescita non puo’ esserci nemmeno risanamento dei conti pubblici, ma solo un avvitamento della nostra economia.
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