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    Voto di scambio, BRUNETTA scrive a NAPOLITANO, “Si corregga testo uscito dal Senato”

     

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    “L’esigenza di riformare il reato di voto di scambio politico-mafioso è avvertita da tempo, sia da parte degli addetti ai lavori, che da parte della politica”. È quanto scrive Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in una lettera inviata al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

    “Il Parlamento aveva quindi avviato l’esame di un testo di riforma dell’articolo 416-ter del Codice penale, con l’appoggio di tutte le forze politiche. Il testo unificato approvato all’unanimità dalla Camera il 16 luglio 2013 rappresentava un buon punto di equilibrio tra la necessità di punire lo scambio elettorale politico-mafioso e quella di garantire i principi costituzionali della proporzionalità e della tassatività della legge penale, nonché della necessaria offensività del reato. Il passaggio in seconda lettura in Senato, che ha modificato l’impianto approvato in prima lettura alla Camera, ha prodotto invece un testo che si espone ad ampie e fondate critiche innanzitutto a cagione della sua evidente indeterminatezza, che porta la disposizione in esame ad un’evidente violazione dell’articolo 25, comma 2, della Costituzione”.

    “La formulazione dell’articolo 416-ter c.p. approvata dal Senato risulta modificata sotto alcuni fondamentali aspetti; in particolare, la condotta illecita viene ora qualificata mediante l’accettazione della ‘promessa’ di procurare voti, anticipando la soglia di punibilità del reato che viene legata ad una condotta che precede l’azione. La nuova qualificazione della condotta illecita pone evidenti criticità dal punto di vista del diritto processuale penale, atteso che la scelta operata dal Senato corre il rischio di far ritenere provata la gravità indiziaria dell’accettazione della promessa sulla scorta della mera dichiarazione processuale del promittente; potrebbero quindi attivarsi indagini sulla base della sola ‘parola’ pronunciata nei confronti di un soggetto relativamente all’esistenza del patto illecito senza che, in realtà, sussistano prove concrete, attribuendo, in tal modo, un potere enorme alla magistratura inquirente”.

    “In particolare poi, si segnala che il testo approvato dal Senato introduce, come corrispettivo della promessa di procurare voti, la ‘disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell’associazione mafiosa’ prevedendo, in tal modo, una formulazione generica e indeterminata della fattispecie di reato che comporterebbe la necessità di una riflessione in ordine al contrasto con il principio di tassatività della legge penale”.

    “La presente lettera è un appello affinché gli interventi e i richiami di questi giorni non restino inascoltati; la riforma dell’articolo 416-ter del Codice penale non può essere animata da spinte emotive, in particolare in prossimità delle prossime elezioni europee, ma deve essere ispirata ai canoni cui un buon legislatore penale è tenuto ad attenersi per non determinare la creazione di una normativa equivoca, nella quale risulteranno ancora più difficili gli sforzi giudiziari e investigativi”, conclude Brunetta.