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    BRUNETTA: UE, “Con mille miliardi Draghi salverà l’Europa dall’Europa”

     

    Rb 9

     

    Ancora una volta Draghi salva l’Europa dall’Europa. Il nemico non è più lo spread: è la deflazione figlia della politica economica sbagliata voluta dalla Germania. Se noi guardiamo al recente passato, ci facciamo assalire dalla rabbia e dal disgusto. Rabbia e disgusto contro chi ci dava lezioni tutti i giorni e accusava Berlusconi di aver portato l’Italia sull’orlo del baratro, utilizzando poi queste balle sesquipedali per far fuori il suo governo democraticamente eletto. Adesso lo spread è passato di moda. La zona euro si trova davanti a un nuovo mostro, conseguenza delle politiche economiche sbagliate e recessive volute dall’Europa tedesca in risposta alla crisi dei debiti sovrani: la deflazione, una riduzione generalizzata del livello dei prezzi, dovuta alle aspettative di famiglie e imprese, che a causa della crisi e della stretta fiscale e creditizia rimandano al futuro gli acquisti o non hanno reddito per effettuarli. Mario Draghi ha annunciato che ‘il Consiglio dei governatori della Bce è unanime nel suo impegno a usare anche strumenti non convenzionali per gestire in modo efficace i rischi di un periodo troppo prolungato di bassa inflazione’. Draghi non ha detto quando lo farà né come. Ma i mercati si fidano. E immediatamente lo spread è andato giù e le Borse su. “La Bce ritirerebbe carta’, vale a dire i titoli cartolarizzati, in cambio di moneta. Con la speranza che la liquidità così immessa nel sistema si trasferisca, per il tramite del settore finanziario, a famiglie e imprese sotto forma di finanziamenti. Portata dell’operazione : 80 miliardi di euro al mese per un anno. Totale: 960 miliardi. Arrotondati dai giornali, per rendere meglio l’idea, a 1.000 miliardi di euro. La nostra politica economica e i nostri governi non sono giudicati per quello che fanno, ma per come sono accettati o meno dai poteri forti dell’Europa del nord. E lo spread è stata l’arma creata ad arte  per far cadere governi non graditi e sostituirli con esecutivi amici, più inclini ad accettare i diktat dell’Europa tedesca. Solo l’azione della Banca centrale europea è riuscita ad arginare i danni causati all’economia reale e al tessuto sociale dei Paesi dell’Eurozona dalla speculazione finanziaria e dalla non reattività delle istituzioni comunitarie. Bravo  Draghi, dunque. L’unico super Mario che ci è rimasto. Ma il suo protagonismo altro non è che conseguenza del vuoto lasciato dai governi e dall’Unione. Basta con questa Europa tedesca. Basta con questa Europa indecisa a tutto. E basta anche con questo Renzi che, pur di  vincere le Europee e conquistarsi così una legittimazione politica che non ha, ci sta infilando in guai ancor peggiori di quelli di Monti e Letta.