BRUNETTA: Governo, “Primi scricchiolii per Padoan in Ue”

Primi scricchiolii in Europa per il ministro Padoan. Con riferimento al rinvio del pareggio di bilancio dal 2015 al 2016 richiesto dall’Italia, il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, e’ stato chiarissimo:’Minare la credibilità delle regole esistenti non e’ mai una buona politica che può generare crescita’. L’esatto contrario rispetto a quello che ha scritto nel suo Def il ministro Padoan, che reagisce, infatti, imbarazzato. La tesi del governo finora è stata quella che si rinvia il pareggio di bilancio per avviare le riforme strutturali (quali?) e che queste riforme genereranno quella crescita che consentirà all’Italia di riportare i conti pubblici sul sentiero concordato con l’Europa. Su questo, quindi, oggi Draghi ha smentito Padoan. C’è poi un secondo punto, su cui è lo stesso Padoan a smentirsi. La risposta a Draghi è stata: ‘Il rinvio del pareggio di bilancio e’ stato richiesto per il peggioramento del clima economico’. Ma come, se proprio il governo italiano nel Def ha fornito le stime di crescita del Pil più alte di tutti gli altri organismi di previsione (+0,8% nel 2014, in netto contrasto rispetto al +0,6% della Commissione europea e al +0,5% dell’Ocse)? E poi, se le cosiddette ‘riforme’ genereranno crescita (come è scritto nel Documento di economia e finanza), come si fa ad affermare oggi che il clima economico peggiorerà? Delle due l’una: o l’esecutivo ha mentito nel Def, o quello del ministro Padoan è un fallo di reazione. In ogni caso è evidente la confusione del governo sui temi di politica economica. E ancora non si è espressa la Commissione europea. Ma manca poco: il 2 giugno non tarda ad arrivare.
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