Gennaio 2023
L M M G V S D
« Lug    
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031  

Commenti recenti

    GELMINI: DL Lavoro, “Nuova grande occasione perduta”

     

    Gelmini

     

    Il decreto legge sul lavoro approvato definitivamente ieri in Parlamento è soltanto una nuova, grande occasione perduta dal governo per fare una delle riforme più attese dai mercati e dall’Europa.

    L’obiettivo dichiarato da Renzi e dal Ministro Poletti era di rendere più facile assumere per le aziende, eliminando gli odiosi vincoli posti dalla Legge Fornero che avevano allontanato le aziende dall’assunzione. Il testo approvato è molto lontano da questo obiettivo. Avevamo dato un grande sostegno alla versione uscita dal Consiglio dei Ministri, anzi, avevamo dichiarato che corrispondeva esattamente alle richieste di Forza Italia rendere più semplice l’utilizzo dell’apprendistato e del contratto a termine, perché per creare lavoro, bisogna venire incontro alle esigenze delle imprese che vogliono assumere.

    Quello che è successo in sede di conversione del Decreto Legge è che il Governo si è dimostrato debole, ha ceduto totalmente alla parte più intransigente del suo partito, alla minoranza interna e alle pressioni della CGIL. Il risultato è un provvedimento frutto di un compromesso al ribasso, dove anche Ncd ha ottenuto al Senato piccole correzioni, circostanza che non li autorizza a gridare vittoria e conferma, al contrario, la loro marginalità politica nell’attuale maggioranza.

    Alla fine per il contratto a termine si sono ridotte le proroghe da otto a cinque. C’è un limite incomprensibile ed inutile del 20 per cento di lavoratori a tempo determinato, non modificabile dalla contrattazione aziendale o territoriale: come faranno le aziende che lavoreranno per Expo – evento per sua natura a termine – a stare entro questi limiti? Si amplia il diritto di precedenza dei lavoratori a termine nelle assunzioni a tempo indeterminato, nella tradizione del peggiore sindacalismo, che prescinde dal valore e dal merito delle persone.

    Per l’apprendistato restano tutti i vincoli pregressi, che si volevano spazzare via, solo in misura ridotta: la forma scritta del piano formativo (ma in forma sintetica), l’obbligo della formazione pubblica (ma solo se la Regione comunica l’offerta formativa alle aziende entro 45 giorni), il vincolo della stabilizzazione dei precedenti apprendisti per assumerne altri (ma solo il 20% e per le aziende con più di 50 dipendenti). Altroché: più Biagi e meno Fornero!.

    Una legge quindi senza coraggio e senza mordente, che non libera le imprese da vincoli burocratici ed inutili per aumentare le assunzioni. Se questo è quanto ci dobbiamo aspettare dal Governo Renzi, sinceramente è poca cosa.

    Infine ci allarma il preambolo, inserito al Senato, per cui il decreto-legge interverrebbe “nelle more dell’adozione di un testo unico semplificato della disciplina dei rapporti di lavoro, con la previsione in via sperimentale del contratto a tempo indeterminato a protezione crescente”.   Visto che non vi è alcuna utilità pratica per questa aggiunta, non può che nascere il sospetto che sia una forzatura per anticipare i contenuti della prossima legge delega. Diciamo fin d’ora che non accetteremo la scomparsa delle attuali forme di flessibilità contrattuali per un contratto unico, ipocrita, che dichiara solo formalmente di essere a tempo indeterminato.