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    Dichiarazione di voto dell’On. Daniele Capezzone su Decreto Pagamenti PA alle Imprese, seduta del 15 maggio 2013

     

    capezzone

     

     

    Dichiarazione di voto dell’On. Daniele Capezzone:

    Signora Presidente della Camera, signori del Governo, Colleghe, Colleghi,

    chiunque fra noi abbia consapevolezza della realtà del Paese, e chiunque fra noi abbia amore per la buona politica, sa bene che siamo tutti chiamati alla riconquista di una condizione preliminare: il diritto della politica come tale, e dei parlamentari in particolare, ad essere davvero ascoltati e considerati dall’opinione pubblica.

    Nessuno si consideri esente: vale per chi ha scelto le responsabilità dello stare in maggioranza, e vale per chi ha scelto la responsabilità altrettanto importante di attestarsi su una linea di opposizione al Governo. Tutti, centrodestra e centrosinistra, maggioranza e opposizione, cosiddetti “vecchi” e cosiddetti “nuovi”, tutti siamo giustamente sotto osservazione attenta e severa da parte dei cittadini.

    Dopo tante ferite, dopo tanti strappi, occorrono atti concreti di ricucitura, atti di sutura, che diano credibilmente il senso di una pagina nuova.

    Questo provvedimento è l’esempio, è un buon esempio, delle cose che noi dobbiamo fare. Lo è per il tema, oggetto di un’attesa enorme, a fronte della storica ingiustizia per cui lo Stato è velocissimo, direi scatenato, quando si tratta di riscuotere, ed è invece lentissimo quando deve pagare. Lo è per le conseguenze sulle imprese, a maggior ragione in un momento di crisi: io Ente pubblico non pago te imprenditore, ti metto in difficoltà; magari queste difficoltà non ti consentono neppure di stare in regola con le altre scadenze fiscali e previdenziali, e allora sei tre volte nei guai: una prima volta perché non ti ho pagato, una seconda volta perché non potrai partecipare a successive gare, e una terza perché sarai sempre più esposto presso il sistema bancario.

    Il senso della beffa, oltre che della violenza, è enorme. Dinanzi a questo inaccettabile stato di cose, abbiamo fatto un buon lavoro, e il merito è proprio di questo Parlamento. Diciamoci la verità: lo dico con un sorriso, e nessuno si offenderà…Il testo del decreto approvato  dal precedente Governo era pienamente soddisfacente e non bisognoso di miglioramento quasi solo nel titolo (“pagamenti alle imprese”): ma purtroppo larga parte del testo era deludente.
    Tempi lunghi, 35 passaggi burocratici che potevano scoraggiare, rischio di esclusione delle piccole imprese, margini troppo ampi lasciati alla discrezionalità amministrativa, spazio strettissimo per la certificazione (e quindi per il valore anche bancario) dei crediti,  spazio quasi nullo per la compensazione (che è invece la via maestra: se la mia impresa ha un credito, fammelo scalare dalle tasse).

    Le Commissioni coinvolte (dapprima la Commissione speciale, poi la Commissione Bilancio, e via via le altre Commissioni che si sono attivate a loro volta per dare osservazioni e pareri, inclusa quella che ho l’onore di presiedere) hanno fatto un ottimo lavoro, di cui va dato merito a tutti, a partire dai relatori, che ringrazio. Non abbiamo risolto tutto, è evidente, ma abbiamo migliorato molto. Cito cinque cose decisive:

    1. Sulla certificazione, c’è stata una grande opera di chiarezza e semplificazione. Non ti certificano? Arriva il Commissario ad acta.

    2. Sulla compensazione (e sarebbe facile per me ricordare qui le accuse di irresponsabilità quando il mio partito propose il tema: ora il tema sta diventando norma, ed è una buona notizia per tutti), sulla compensazione, dicevo, è passata una soluzione ragionevole di allargamento. Hai un credito, ed hai un corrispondente debito fiscale pregresso? Si pareggia, si fa “zero a zero”, come accade in tutti i Paesi civili.

    3. Non è stata introdotta nessuna nuova tassa per via surrettizia. I cittadini non ce l’avrebbero perdonato, e non ci avrebbero perdonato un metodo sbagliato e superato, quello per cui si usano i provvedimenti come un autobus in cui far salire di tutto e di più.

    4. Poi c’è il monitoraggio, e questo è un punto decisivo. Abbiamo sancito il princìpio per cui non ci sarà il noto meccanismo “passata la festa, gabbato lo santo”. Noi abbiamo inserito un meccanismo che ci consentirà di vedere se la norma funziona, quale sarà il flusso dei pagamenti, se vi saranno anomalie o aspetti da correggere.

    5. Un largo uso dello strumento telematico per garantire trasparenza debito per debito, e quindi credito per credito, riducendo lo spazio della discrezionalità amministrativa (quella per cui si pagano prima gli “amici”, tra virgolette).

    Colleghe e colleghi, l’attesa è grande, fuori di qui. Guai se si generasse il meccanismo illusione/disillusione, con una grande aspettativa presto delusa e tradita.
    Abbiamo la coscienza a posto. Abbiamo fortemente migliorato il provvedimento, e abbiamo posto le condizioni per seguirlo passo dopo passo e migliorarlo ancora.
    Possiamo dirlo con orgoglio ai cittadini, alle imprese, al mondo produttivo che abbiamo ascoltato con attenzione, dall’agricoltura al commercio, dall’artigianato ai servizi, alla grande impresa.

    Tutti, votando sì, possiamo uscire oggi a testa alta. Nessuno può sentirsi sconfitto, e nessuno vincitore solitario o prevaricatore. E’ una buona pagina. Scriviamone altre presto e bene, insieme. Con queste ragioni, esprimo dunque con grande convinzione il voto favorevole del gruppo del Popolo della Libertà.