BRUNETTA: Imu, “Fassina la vuole per i ricchi. E’ ricco chi non supera 55 mila euro di reddito?”

“Il viceministro Fassina mette la retromarcia e in una dichiarazione rilasciata ieri individua la soluzione per scongiurare l’aumento dell’Iva a partire dal prossimo primo luglio: ‘basterebbe evitare di eliminare l’Imu per tutti i proprietari di prima casa, ricchi compresi e portare a 450 euro la detrazione. Esenteremmo l’85% delle famiglie e risparmieremmo i due miliardi necessari per l’Iva’.
Ricordo al viceministro che senza una riforma complessiva della tassazione sulla casa qualsiasi ipotesi di rimodulazione dell’Imu è non solo impossibile ma soprattutto ingiusta e lo invito a rivedere i suoi conti.
Il calcolo di Fassina è semplice e trova la sua base nel documento del Ministero dell’Economia che analizza i versamenti Imu per il 2012. In quel documento si dice che a superare la soglia dei 400 euro di versamento per la prima casa sono il 14,86% dei contribuenti. Il valore versato da queste famiglie è pari al 46,32% dei quattro miliardi complessivi di Imu per l’abitazione principale.
La soluzione di Fassina, come è ovvio, non funziona, perché portando a 450 euro la detrazione diminuisce il gettito complessivo e non si arriva a 2 miliardi. Ammettendo tuttavia di seguirlo nel suo ragionamento, di mantenere i versamenti del 2012 per chi ha pagato più di 400 euro e aumentare la detrazione per tutti gli altri l’unico risultato che si ottiene è una profonda ingiustizia sociale.
Peccato che, secondo i dati dello stesso Ministero dell’Economia, l’88% dell’Imu è versata da contribuenti il cui reddito non supera i 55 mila euro all’anno. Si domandi il viceministro Fassina se sono loro i ricchi proprietari di casa ai quali sta pensando e, rivisti i suoi conti, si dia una risposta.
Ma si domandi anche perché la media dei versamenti a Roma è di 537 euro e a Milano di 292 euro, perché le famiglie che vivono in appartamenti nuovi in periferia pagano molto di più di quelle che vivono in centro e via così.
Stiamo lavorando con serietà al problema dell’Iva e siamo tutti preoccupati di disegnare politiche efficaci per occupazione e reddito, con le sue dichiarazioni Fassina non fa altro che far crescere l’incertezza e la confusione”.
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