CICCHITTO: Partiti, “Dio ci scampi dai neogiacobini”

Dio ci scampi dai neogiacobini. L’altroieri qualcuno di loro voleva dichiarare l’ineleggibilita’ di Berlusconi e ieri han parlato di una legge che di fatto stabilisce l’impresentabilita’ del Movimento 5 Stelle alle elezioni. Oggi c’e’ una marcia indietro, ma possibile che non si capisa che la situazione e’ cosi’ delicata da non sopportare la stessa presentazione a fini provocatori di progetti francamente liberticidi? Berlusconi si e’ presentato a 6 elezioni di seguito, il Movimento 5 Stelle ha ottenuto un significativo successo che noi valutiamo negativamente, ma nessuno può pensare di eliminare l’uno o gli altri con dei colpi di mano perche’ cio’ vorrebbe dire mettere in discussione i fondamenti della nostra democrazia, cosa di cui non si sente affatto il bisogno per ragioni di principio, ma anche per la gravita’ della situazione gia’ di per se’ in atto. In seguito a tutti gli errori dei maggiori partiti, il Presidente della Repubblica ha nelle mani una pistola con dei colpi che possono essere mortali per entrambe le parti contrapposte: se è il PD a provocare la crisi di governo il Presidente può fare a sua volta portare il Paese a immediate elezioni anticipate; se invece è il PDL a far cadere il governo, ci si può trovare di fronte alle dimissioni anticipate del Capo dello Stato che obiettivamente creerebbero le condizioni per un governo ed una maggioranza di scopo fra il Pd, la Sel e i grillini: lo scopo sarebbe appunto quello di scatenare una sorta di pogrom nei confronti di Berlusconi e del centrodestra. Ciò detto, se è vero che nelle mani del Presidente Napolitano c’è un potere politico straordinario, va detto che egli ha anche il diritto-dovere, nell’ambito dei suoi poteri istituzionali, di svolgere un ruolo di garante per la tutela dello stato di diritto nei confronti di tutti coloro che lo stanno mettendo in discussione. Infatti se non c’è l’azione pacificatrice di un arbitro, il rischio è che il Frankstein giustizialista possa portare davvero il Paese ad una crisi distruttiva. Siamo davanti a due alternative secche: nel primo caso o il PDL e il PD riescono a tradurre in una concreta azione di governo due esigenze di fondo, la crescita e una organica riforma istituzionale ed elettorale e di conseguenza il governo Letta-Alfano toglie ai grillini alcune delle ragioni di fondo della protesta per cui si creano le condizioni per un bipolarismo normale nella prossima legislatura; nella seconda ipotesi esso cade dopo pochi mesi perché al Pd o al Pdl saltano i nervi – e allora questi partiti verranno spazzati via da una protesta popolare e da movimenti assai più duri, forti e radicali dell’attuale M5S. Allo stato attuale delle cose è il PD quello che appare in preda ad una crisi permanente. A sua volta il settore della magistratura che fa politica sta piazzando le sue bombe per far saltare tutto concentrando il fuoco contro Berlusconi. Riteniamo però che la via d’uscita rispetto a questa inusitata violenza insieme etica, culturale e politico-giudiziaria non sia quella di provocare la crisi di questo governo che può essere messo in mora solo se non realizza il suo programma economico. Infatti nessuno può nascondersi dietro a un dito.
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