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    Intervento del Presidente Brunetta su dichiarazioni del Presidente del Consiglio su Consiglio europeo straordinario in materia di immigrazione

     

    RB-Camera1

     

    Signora presidente della Camera, colleghi, signor presidente del Consiglio,

    abbiamo chiesto con forza che lei venisse in Parlamento, in vista del Consiglio Europeo straordinario di domani. In Parlamento non solo per riferire, ma soprattutto per ascoltare. Soprattutto per ricevere un mandato il più ampio possibile dai rappresentanti del popolo italiano.

    Questo è il momento in cui deve prevalere l’unità, e le polemiche devono lasciare il posto ad una azione politica concorde nell’affrontare una emergenza assoluta. Senza retorica, signor presidente del Consiglio, da qualunque parte essa provenga. Da qualunque parte essa provenga.

    Sono necessarie unità e coesione nazionale nell’emergenza, per impegnarci come paese a determinare un cambiamento di rotta dell’Europa, di quell’Europa che noi amiamo, ma di quell’Europa che per troppo tempo è stata sorda, miope, insensibile, egoista.

    Signor presidente del Consiglio, il Parlamento, come espressione della volontà popolare, abbia l’autorevolezza di assumere un ruolo di coesione morale e politica in questi momenti tragici e difficili.

    Dinanzi alla paura, allo sgomento, al dolore dei nostri cittadini, direi non solo dei nostri cittadini, ma dei cittadini del mondo, il governo, il suo governo, è chiamato ad interpretare una posizione politica e umana fondanti della nazione ed insieme un metodo che ne sia diretta conseguenza.

    Per questo ho chiesto che lei venisse qui ad ascoltare i valori fondanti nella nostra nazione.

    L’unità deve comunque basarsi sulla verità, signor presidente del Consiglio, sui tanti errori fatti a livello europeo, a livello italiano. Ma su questo non voglio dilungarmi, sarà la storia a individuare questi errori.

    In ogni caso, signor presidente del Consiglio, per onorare il nostro mestiere, ma lo ha detto anche lei, non ci sono risposte facili a problemi difficili. Quello dell’immigrazione è un fenomeno epocale, incontrollabile e ingestibile senza una chiara e precisa strategia.

    Ci sono gli effetti che gli economisti chiamano push e pull, gli effetti attrazione, gli effetti espulsione, non si può prescindere dagli uni e dagli altri.

    Certo, noi attraiamo immigrati, ma molto spesso questi vengono cacciati, espulsi, dalle loro condizioni socio-economiche dei paesi di origine. Non si può prescindere da una distinzione netta delle due ragioni, dei due fatti causali.

    Noi abbiamo avuto con Mare Nostrum la dimostrazione della professionalità delle nostre forze di marina, della nostra Guardia Costiera, della nostra Guardia di Finanza ma se è possibile, senza ingenerosità, questa nostra esperienza è stata velleitaria e presuntuosa e fin troppo esibita, signor presidente del Consiglio, dando il pretesto all’Europa di lavarsene le mani.

    Noi abbiamo presentato una risoluzione, in cui diciamo con chiarezza le nostre idee, un intervento umanitario forte, responsabile, all’origine dei flussi.

    Noi abbiamo individuato le necessità di intelligence per valutare i percorsi, per valutare gli agenti criminali che sono all’origine di questi flussi migratori.

    Noi siamo disponibili a una coesione nazionale, purchè questa avvenga nella verità e nella forza del nostro Paese.

    Lei domani in Europa deve poter parlare a nome di tutto il paese, rappresentando i valori, le sensibilità, le esperienze di tutto il Paese. Se farà così, signor presidente del Consiglio, lei sarà forte, lei sarà rappresentante di tutti gli italiani in un momento drammatico e difficile come questo.

    Io questo me lo auguro, io questo glielo auguro, per parte nostra la massima disponibilità a che lei non sia più in questa occasione il presidente del Consiglio di una parte politica, ma sia il presidente del Consiglio di tutti gli italiani.