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    Biasotti: Edilizia e territorio, “Piano casa della regione Liguria in linea con legislazione nazionale, no alle strumentalizzazioni politiche”

     

    Il Piano Casa della Regione Liguria  approvato dalla giunta Toti e dall’Assemblea Regionale , è legge.   Sarà una  legge  che regolerà il settore abitativo semplificando le norme, sarà un bene per la Liguria e per l’economia del territorio, per le imprese edili che potranno ricominciare a  lavorare e per le migliaia di disoccupati  del comparto  presenti nella regione.  Le modifiche varate dalla Regione Liguria alla precedente legge del 2009  rispettano pienamente la legislazione nazionale sul rinnovamento del patrimonio edilizio e urbanistico. E’ Un provvedimento che ben si inserisce nella strategia di sviluppo del territorio che anche il governo vuole rilanciare  ed è coerente con i futuri provvedimenti annunciati sul consumo del suolo.  Nel Piano Casa della Liguria si parla infatti di riqualificazione, di restyling e di messa in sicurezza del patrimonio esistente e non di “colate di  cemento”. Tutto quanto viene detto contro il Piano Casa delle Liguria rischia di essere strumentale e politico, perché la Liguria è guidata da un leader nazionale di Forza Italia ,e questo non è tollerabile. Non si non stigmatizzare quanto avvenuto nei giorni scorsi, con dichiarazioni anche da parte di rappresentanti del Governo. Ci aspettiamo ,invece, da parte del governo  il rispetto per  la legge sul Piano Casa  approvata dall’Assemblea Regionale ligure, perchè in linea con le leggi nazionali, senza nuove strumentalizzazioni politiche, sulle quali vigileremo.  Le modifiche al Piano casa  varate dalla Regione Liguria si allineano alle norme introdotte dallo Stato nel 2011 e nel 2014  proprio con riferimento alle norme in materia di costruzioni private  per incentivare la razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente, nonché promuovere e agevolare la riqualificazione di aree urbane degradate. Norme che prevedono il riconoscimento di una volumetria aggiuntiva a quella preesistente come misura premiale, la possibilità di delocalizzazione delle volumetrie in area o aree diverse, l’ammissibilità delle modifiche della destinazione d’uso e delle sagome degli edifici demoliti. Le modifiche alla normativa  del “Piano Casa” che il Consiglio Regionale ha approvato sono   pienamente rispettose della più recente legislazione nazionale in vigore in materia di incentivo per il rinnovamento del patrimonio edilizio ed urbanistico esistente, anche per quanto concerne l’effetto di prevalenza nei confronti della pianificazione urbanistica comunale.  Si tratta dunque di normativa conforme alla vigente legislazione nazionale in materia, che rispetta pienamente l’autonomia comunale per quanto concerne l’applicazione al territorio e dunque totalmente immune da vizi di costituzionalità, strumentalmente proclamati dalla sinistra che, sia a livello regionale  sia a livello statale, ha promosso per prima questo tipo di strumenti normativi per incentivare l’attività edilizia ed il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente e che adesso vorrebbe disconoscerne l’esistenza.