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    Brunetta: Referendum, “Se vincono i ‘NO’ Renzi deve andar via”

     

    “Il premier Renzi puo’ dire quello che vuole, ma se al referendum vincono i ‘no’ non avra’ alternative: andarsene a casa e ritirarsi a vita privata”. Cosi’ Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “Ciociaria Editoriale Oggi”. Perche’ secondo voi il referendum va bocciato? “Intanto e’ una cattiva riforma costituzionale, una ‘schiforma’ come amiamo definirla noi. Non serve a nulla. Fa comodo soltanto a Matteo Renzi per affermare il suo potere, nella logica dell’uomo solo al comando. Ricordo a tutti che parliamo di riforme approvate a colpi di votazioni notturne, da una minoranza del Paese, che e’ maggioranza parlamentare soltanto grazie a un premio di maggioranza (scusi il gioco di parole) dichiarato incostituzionale. E al Senato ogni volta i numeri si trovano grazie ad una perenne campagna acquisti. Se poi colleghiamo la riforma all’Italicum, allora il risultato e’: venti anni di renzismo (Dio non voglia) e deriva autoritaria del sistema politico”. “Renzi ha gia’ perso. Perfino l’istituto di Piepoli (che ha sempre dato il si’ in vantaggio), adesso dice che il no e’ davanti e attribuisce questo risultato alla straordinaria mobilitazione di Forza Italia e del centrodestra. Colgo l’occasione per sottolineare l’impegno di tutti. Il professor Annibale Marini, presidente emerito della Corte Costituzionale, e’ il presidente dei nostri Comitati per il No: la sua competenza e il suo dinamismo si stanno rivelando un valore aggiunto decisivo. La maggioranza degli italiani dira’ no a questa ‘schiforma’ costituzionale. Renzi sulla riforma non ha la maggioranza del Paese, perche’ se si mettono insieme dalla Sinistra italiana, al Movimento 5 Stelle, a tutto il centrodestra, siamo al 65% degli italiani. Se poi ci mettiamo  dentro anche un 5-10% di Pd, da Bersani a D’Alema, arriviamo al 70%. Per ricapitolare: i sondaggi danno il no al 54%, ma con un potenziale di espansione al 70%. Ora, e’ normale che su temi del genere in ogni partito ci sia un orientamento prevalente e uno minoritario, ma il punto politico e’ che nel centrodestra questo rapporto e’ fortemente sbilanciato verso il no alle riforme di Renzi”, sottolinea Brunetta.