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    Brunetta: Istat, “Dati certificano che mercato lavoro italiano si è fermato”

     

    “Il mercato del lavoro italiano si è fermato. Lo certificano i dati forniti oggi dall’Istat. Nonostante tutte le possibili letture ottimistiche e tutti gli sforzi che fini analisti del mercato del lavoro possono tentare la verità vera è che la creazione di posti di lavoro si è sostanzialmente bloccata.
    Il dato congiunturale di nuova occupazione è di 1.000 unità, cioè un numero prossimo allo zero. Nell’ultimo trimestre vi è addirittura una flessione nel numero degli occupati (-5mila). Il fatto che permanga un numero positivo nella variazione annuale è dovuto al boom ‘drogato’ dei primi mesi degli incentivi, che si è piano piano spento.
    Nel frattempo la disoccupazione cresce. Il tasso di disoccupazione ha raggiunto quota 12%. Un dato assolutamente preoccupante anche perché divergente con quello dell’Europa. I dati dell’Eurostat ci dicono che oggi nell’eurozona la disoccupazione è al 9,6% (con un andamento discendente) mentre nell’Unione Europea è pari al 8,2 per cento. L’Italia si avvicina pericolosamente agli ultimi vagoni del convoglio piuttosto che agganciare i primi. Il nostro numero di disoccupati continua crescere. Ne abbiamo 80mila in più nel corso dell’ultimo trimestre, con una pesante penalizzazione dei giovani (quelli tra 15 e 24 arrivano a toccare il 40%), delle donne e del Sud.
    A nulla serve dire che il bacino dei disoccupati è la conseguenza dello svuotamento degli inattivi perché vi è attrazione sul mercato del lavoro. Se non si creano posti di lavoro le persone vengono intrappolate nel bacino della disoccupazione con un progressivo allungamento del periodo per la ricerca di lavoro. L’incubo della disoccupazione di lunga durata è l’ultimo regalo del Jobs Act che non vorremmo ricevere”.