BRUNETTA: Crisi, “Per ripartire serve una cura shock”

Per rilanciare l’economia serve uno choc immediato. Gli imprenditori devono ritrovare il gusto del rischio, reinvestendo nell’azienda le risorse accumulate in passato. Devono puntare a far crescere la propria attivita’, aumentando la dimensione del proprio business, ricorrendo anche alle forme piu’ moderne di fusioni e acquisizioni o dell’integrazione produttiva. Il mercato del lavoro deve essere sbloccato. Basta con la difesa delle posizioni di rendita e le grandi fratture che dividono insider ed outsider. Il salario deve essere piu’ strettamente correlato ai sottostanti livelli di produttivita’ ed al differente costo della vita, che caratterizza le diverse parti del territorio italiano. Occorre, poi, avviare una riflessione sul pubblico impiego. I diritti del lavoratore che opera nel pubblico richiedono una protezione maggiore rispetto al lavoratore comune, che e’ maggioranza? Esiste poi il drammatico problema dell’evasione fiscale, da combattere ricorrendo all’intelligence, piuttosto che a strumenti vessatori. Questo choc deve essere il punto di partenza. Se saremo in grado di prendere quelle misure, anche il verdetto dell’Europa, di fronte all’ipotesi di un mancato rispetto delle regole di Maastricht, potra’ essere, in qualche modo, contrastato. Per far ripartire l’economia riteniamo fondamentale l’eliminazione dell’Imu sulla prima casa, il blocco dell’aumento dell’Iva, la totale defiscalizzazione e decontribuzione delle nuove assunzioni di giovani, la riforma dei poteri di Equitalia e la sburocratizzazione delle procedure amministrative per avviare attivita’ produttive. Riportare l’Italia su un sentiero di crescita diventa piu’ facile se il sentiment complessivo del mercato diventa piu’ positivo.
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