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    BRUNETTA: Pa, “Su precari rigore e trasparenza, fare concorsi”

     

    renatobrunettapiccola

    Il governo Monti, tra i tanti problemi nascosti sotto la sabbia, ha lasciato nell’incertezza migliaia di amministrazioni e decine di migliaia di famiglie. Credo sia giunto il momento di esprimersi con parole chiare anche sul futuro dei lavoratori a tempo determinato, dei collaboratori continuativi e dei precari di vario genere e natura che oggi sono impegnati nella Pa. Il problema e’ semplice: da un lato ci sono oltre 240 mila persone che hanno un rapporto di lavoro non a tempo indeterminato con la pubblica amministrazione, dall’altro le norme volute dal ministro Fornero che limitano la durata complessiva di questi rapporti di lavoro e che prevedono un’interruzione sostanziale tra un periodo di collaborazione e il successivo. Di proroga in proroga i contratti sono ancora tutti in piedi e in questi giorni ci accingiamo a un nuovo slittamento a dicembre nell’applicazione della legge. E’ giunta l’ora di dire basta a questo atteggiamento ipocrita che penalizza tutti: se si decide per una stabilizzazione o meno, se si vuole applicare un rigore cieco, se si immagina di offrire una soluzione selettiva, qualsiasi sia la soluzione da inseguire e’ bene dare alle cose il loro giusto nome, affrontare il dibattito e costruire una soluzione stabile. Altrimenti sarebbe solo un grande giro di giostra che ci riportera’ al punto di partenza. Io sono per il rigore e per la trasparenza. Se le pubbliche amministrazioni hanno l’esigenza e le risorse per assumere nuovi lavoratori ben venga, ma non dimentichino che la strada per farlo e’ una sola: il concorso pubblico. È questo a mio giudizio il percorso da seguire. Il concorso infatti e’ un’opportunita’, in primo luogo, per i precari che in questi anni hanno accumulato competenze e capacita’ professionali. Se viceversa non si possono o non si riescono a fare i concorsi allora e’ bene dirglielo subito, senza illuderli ancora.