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    LE RAGIONI DEL NO DI FORZA ITALIA AL DDL BALNEARE

     

    Nelle Commissioni Finanze e Attività Produttive si discute del riordino delle concessioni demaniali marittime, e dunque del futuro degli stabilimenti balneari italiani, ma sembra che né governo né maggioranza abbiano del tutto compreso il valore delle conseguenze di questo riordino, e tantomeno l’importanza di questo comparto per l’economia del nostro Paese. Se guardiamo invece oltre i confini nazionali il quadro è molto diverso. Dalla normativa spagnola ad esempio, varata con il consenso delle istituzioni europee e con la proroga delle concessioni trentennali in scadenza nel 2018, fino a 75 anni a decorrere da tale data, si coglie chiaramente la volontà del governo spagnolo di tutelare coloro che erano diventati concessionari con la Ley de Costas del 1988. Per non rischiare di decidere in modo superficiale, prima di esprimere il nostro parere, noi di Forza Italia abbiamo studiato approfonditamente la realtà balneare in tutta la sua complessità per capire come un settore tanto strategico per l’Italia, un modello di imprenditoria nazionale, possa esser valorizzato attraverso una riforma ben studiata. Molti rappresentanti del settore, le cui opinioni abbiamo ascoltato attentamente in questi ultimi mesi, chiedono alle Commissioni di effettuare una verifica comparativa dei quadri normativi degli altri Paesi Comunitari, ponendo particolare attenzione proprio alla vicenda spagnola.

    Analizzare casi di successo e avere un quadro esaustivo delle discipline relative alle concessioni demaniali marittime turistico-ricreative è fondamentale per un’azione politica che si muova in linea con l’idea di una concreta difesa dei rilevanti interessi nazionali in gioco. Per questo Forza Italia ha presentato negli scorsi mesi la richiesta di nuove audizioni nelle commissioni per approfondire il ddl di riforma del demanio marittimo, richiesta però puntualmente rifiutata. Nei paesi Iberici permane una concreta tutela per gli attuali concessionari balneari, mentre in Italia questo disegno di legge delega ed altri provvedimenti normativi sembrano essere, al contrario, la dimostrazione di quanto il governo non comprenda appieno la forza di questo comparto. Con questo ddl si consegnano al mercato dei grandi interessi economici internazionali e nazionali e dei fondi sovrani degli stati UE con surplus finanziari, le concessioni demaniali italiane dove operano, oltre alle aziende balneari, quelle dei porti turistici, delle terme, dei campeggi, degli alberghi, dei concessionari dei pontili galleggianti o degli ormeggi, dei costruttori navali, le cave di marmo, ma anche i commercianti ambulanti e i taxisti.

    Forza Italia è contraria a questo ddl perché ritiene che tale materia non debba essere sottratta ad un legittimo, opportuno e approfondito dibattito parlamentare come previsto per una proposta di una legge organica di settore, in considerazione delle rilevanti implicazioni sociali ed economiche sottese al provvedimento. L’attuazione di questo ddl porterebbe praticamente all’esproprio di migliaia di piccole e medie aziende italiane. Non vi sono giustificazioni per chi porterà alla estinzione di un comparto produttivo che costituisce una peculiarità nazionale. Riteniamo infatti che un provvedimento di legge come quello presentato dal governo porti con sé un rischio estremamente pericoloso: la morte di migliaia di aziende balneari. Cosa che Forza Italia non vuole permettere in nessun caso.