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    BERGAMINI: BOLKESTEIN, FI DIFENDE IMPRESE BALNEARI DA SVENDITA GOVERNO

     

    Questa conferenza stampa nasce dalla consapevolezza che si parla ancora troppo poco di ciò che sta avvenendo al settore balneare, un comparto che conta 30.000 imprese familiari, che con l’indotto dà lavoro a 1 milione di persone e vale il 10 per cento del PIL relativo al turismo in Italia.
    Le norme che si sono susseguite negli anni sono state tante e disomogenee rispetto al settore e per questo oggi gli addetti ai lavori non sanno cosa aspettarsi. Siamo molto sospettosi sulle modalità con le quali il governo sta tentando di riformare il comparto: si procede con una tecnica molto frettolosa e con un ddl delega molto poco attento alla realtà. Alla fine del ciclo di audizioni ci siamo infatti trovati a denunciare che, via via che esse si svolgevano, la situazione diventava sempre più complessa. Sembra che il governo, in nome della famosa direttiva Bolkestein, voglia mettere all’asta un modo di fare impresa che invece è un modello per il nostro paese. In Spagna e Portogallo, paesi simili al nostro, non si procede per aste: le imprese balneari ricevono proroghe lunghissime e non c’è nessuna infrazione aperta da parte di Bruxelles nei confronti di questi paesi. Noi chiediamo di smetterla con la fretta e di evitare la delega al governo: si affronti la materia, nella sua complessità, in Parlamento e, nel frattempo, si proroghino in modo adeguato le concessioni, dando certezze alle nostre imprese affinché possano tornare ad operare ed investire con serenità. La maggioranza di governo, con le sue scelte, sta facendo perdere competitività a un settore che invece è estremamente competitivo. Non si può bloccarlo a causa di un governo debole, che non ha saputo difendere l’interesse e le peculiarità del nostro paese come hanno fatto invece Spagna e Portogallo. Noi crediamo che dietro questa incapacità ci sia anche una mancanza di volontà. E per questo ci opponiamo fortemente.