BRUNETTA: Unipol, “Siamo al grottesco, all’incredibile ma vero”

Siamo al grottesco, all’incredibile ma vero. Stavolta sono i giudici stessi a spiegare che hanno condannato Berlusconi per ragioni politiche. Scopriamo che il presidente del Pdl è stato ritenuto colpevole perché la telefonata di Fassino pubblicata dal Giornale era di grande interesse sociale. Mostrava il tradimento della sinistra rispetto ai suoi ideali. Dunque pubblicarla danneggiava la sinistra e aiutava la destra, in più faceva vendere più copie al Giornale, perciò – secondo lo sgangherato sillogisma dei giudici – non andava pubblicata e Berlusconi va condannato, perché ci guadagnava politicamente. La telefonata di Fassino, nel corso della quale esclamava ‘abbiamo una banca’, scrivono testualmente i giudici, era significativa della capacità della sinistra di ‘fare affari’ e mettersi a tavolino con i poteri forti, in aperto contrasto con la tradizione storica, se non di quel partito, quanto meno dell’orientamento del suo elettorato. Insomma, siccome la sinistra fa affari, occorre condannare chi li svela. Logica perfetta di una magistratura politicizzata.
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