D’ALESSANDRO: Unipol, “Caccia all’uomo per spazzare via Berlusconi”

Insomma, secondo i giudici di Milano Silvio Berlusconi doveva essere condannato a un anno senza attenuanti, per l’intercettazione Unipol, perche’ avrebbe agito in qualita’ di pubblico ufficiale e perche’ avrebbe avuto un evidente interesse politico nella pubblicazione dell’intercettazione. Ora, affinche’ la magistratura riacquisti uno straccio di credibilita’, persa anche a causa di sentenze come questa sarebbe sufficiente sostituire il nome di Silvio Berlusconi con quello di tutti quei magistrati che, da vent’anni a questa parte, si sono scientemente e impunemente resi protagonisti di decine di incredibili e inaccettabili fughe di notizie relative a inchieste, intercettazioni, verbali d’interrogatorio, provvedimenti e documenti vari che lo riguardavano, senza mai pagare dazio. Soggetti che, per usare le parole del tribunale ambrosiano, hanno agito in qualita’ di pubblici ufficiali e che si muovevano in virtu’ di un evidente interesse politico: un’indecente caccia all’uomo al solo scopo di spazzare via Berlusconi dalla scena politica. Quindi, anche per loro dovrebbe valere la negazione delle attenuanti con conseguente condanna al massimo della pena.
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