BRUNETTA: Ilva, “E’ un esproprio, troppi poteri a Bondi”

l commissariamento dell’Ilva, cosi’ come delineato dal decreto del governo, presenta forti dubbi di costituzionalita’ in quanto rischia di portare all’espropriazione dell’impresa. Si tratta di un precedente grave che puo’ produrre effetti non voluti. Per quanto a fin di bene, la normativa va corretta in Parlamento. Il meccanismo ha per presupposto violazioni dell’Aia che, allo stato, sono solo ipotesi di reato, addirittura non formalizzate come tali nemmeno dagli organi di controllo. In questo modo si crea un precedente grave in base al quale la sola osservazione di ritenuta inadempienza alle prescrizioni Aia o di altre norme ambientali, da parte di autorita’ competenti, e’ sufficiente a far scattare la facolta’ di totale commissariamento da parte del Consiglio dei ministri. Le auto inquinano e uccidono? Un giudice ne potra’ vietare la messa in circolazione. C’e’ un’altra conseguenza grave di tipo economico che vorrei segnalare: la norma e’ di carattere generale dunque si applica a tutti gli stabilimenti che abbiano prodotto interventi dell’autorita’ competente. Quindi a centinaia di situazioni. Chi mai verra’ a investire con una spada di Damocle come questa sulla testa? Con tutta la stima per Bondi non condivido l’onnipotenza del commissario. Prima di tutto la durata del suo incarico, 36 mesi, sia pure illusoriamente spezzettata in tranches da 12 mesi, e’ sicuramente eccessiva e ingiustificata. Meglio sarebbe una durata secca di dodici mesi, rinnovabili per una sola volta, verificata l’efficacia dell’azione realizzata dal commissario. Cosa fara’ il Pdl? Spero che nel dibattito parlamentare possano essere apportati i correttivi opportuni. A volte la fretta e’ una cattiva consigliera.
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