BIANCOFIORE: “Governo sembra pateracchio veterotecnico”

“Se le indiscrezioni di queste ore saranno confermate il nascente governo 5 stelle-Lega sarà ricordato come l’ode all’incoerenza in netta contraddizione con le promesse fatte agli elettori e alla volontà espressa il 4 marzo scorso nelle urne”. Lo sostiene Michaela Biancofiore, parlamentare FI e Coordinatore regionale del Trentino Alto Adige. “No a governi tecnici, no a pateracchi, no a governi dei professori, no a governi neutrali, no a governi del Presidente, no a premier non votati da nessuno è stato il mantra di questi 75 giorni di trattative estenuanti per il popolo italiano da parte di Salvini e Di Maio e cosa sembra si stia per varare? Esattamente un pateracchio veterotecnico addirittura guidato da un certamente stimabile professore, non eletto però da nessuno e composto per metà da tecnici addirittura facenti parte del tanto vituperato governo Monti o del Ciampi fautore dell’euro a 1936,27 lire che ha rovinato gli italiani e di quell’establishment burocratico di altissimo livello, ma tanto avversato, a parole, dalla base in primis dei 5 stelle – insiste Biancofiore -. Non posso credere che Matteo Salvini che ha fatto della coerenza il suo tratto politico-umano distintivo e lo ha fatto apprezzare dalla maggioranza degli elettori del centro destra, possa realmente far nascere un governo così diametralmente opposto a quanto dichiarato negli anni e in campagna elettorale, cedendo il premier ai 5 stelle e accettando pertanto di essere non il vincitore delle elezioni col 37 % dell’intera coalizione insieme a Berlusconi e Meloni, ma un gregario dei secondi e che paradossalmente hanno dettato forma e metodo dell’alleanza giallo-verde Salvini è ancora in tempo, visto il non rispetto del contratto già intravvisto su Tav e Ilva, a dar retta a Berlusconi che non ha mai sbagliato una strategia che fosse una: chiedere il mandato a premier per se stesso e cercare di allargare la maggioranza di centro destra in Parlament o quanto meno a scegliere un premier apprezzato anche dal centro destra”. “A chi nei cinque stelle afferma che quello sarebbe il governo dei voltagabbana è facile rispondere che proprio Di Maio ha recentemente affermato che il famigerato ‘contratto’ è aperto a chi ci sta, ergo proprio a coloro che si ravviserebbero in tal modo traditori dei propri programmi proposti agli elettori alle elezioni del 4 marzo”.
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