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    BRUNETTA: “Anche a maggio grande fuga capitali da mercati italiani”

     

    RB

    “Nel mese di maggio è proseguita la grande fuga di capitali dai mercati finanziari italiani. Secondo gli ultimi dati forniti dalla Banca Centrale Europea, infatti, gli investitori internazionali hanno ritirato dall’Italia circa 40 miliardi di euro nello scorso mese, facendo così toccare al saldo TARGET 2 un nuovo record negativo pari a -465 miliardi di euro, a fronte del surplus fatto registrare dalla Germania di circa 900 miliardi. Alcuni analisti internazionali parlano apertamente di una “corsa agli sportelli” silenziosa che sta avvenendo in Italia. Questa fuga di capitali dal sistema bancario, purtroppo, non sorprende, data la delicata situazione politica che si è venuta a creare dopo le elezioni dello scorso 4 marzo e la reputazione che il nuovo governo Lega – Movimento Cinque Stelle si è fatto agli occhi degli osservatori internazionali, per effetto delle promesse di voler abbandonare le riforme economiche già concordate con la Commissione Europea e di infrangere le regole comunitarie sulla disciplina di bilancio”. Lo afferma, in una nota, Renato Brunetta, deputato di Forza. “Soltanto le parole del ministro dell’economia Giovanni Tria hanno ridotto, almeno per il momento, il continuo deflusso di denaro. Il governo Conte commetterebbe, tuttavia, un grave errore se pensasse che la BCE possa consentire al sistema Target 2 di operare automaticamente, nel caso in cui la fuga di capitali dovesse raggiungere proporzioni molto elevate. In questo caso, la BCE potrebbe interrompere le proprie operazioni sul medesimo sistema, al fine di salvaguardare il sistema bancario europeo nel suo complesso”, ha aggiunto. “Tale rischio potrebbe diventare più evidente nel caso, molto probabile, in cui la banca centrale annunci nella giornata di domani, la cessazione definitiva del suo programma di acquisto di titoli di Stato (Quantitative Easing). Una eventualità, questa, che avrebbe ricadute molto negative sui nostri conti pubblici, con un quasi scontato aumento dei rendimenti dei nostri titoli di Stato. Le ultime aste del Tesoro hanno già mostrato un incremento del rendimento d’emissione, che produrrà un aumento della spesa per interessi e, di conseguenza, maggior deficit pubblico. Il Tesoro ha, infatti, appena collocato i Btp a tre anni per 2 miliardi di euro al rendimento medio di 1,16%, un valore notevole se comparato allo 0,07% dell’asta di titoli di analoga durata tenutasi soltanto un mese fa. A questa considerazione, bisogna aggiungere l’evidenza che il nostro debito pubblico rischia sempre più di finire nelle mani degli investitori stranieri, poiché i nostri istituti di credito, già pieni di titoli di stato italiani, potrebbero decidere di ridurre il loro portafoglio di titoli nazionali, per evitare di incorrere in nuove svalutazioni degli attivi – ha aggiunto – Per tutti questi motivi, è necessario che il Governo, alle prese con la risoluzione sul Documento di Economia e Finanze, che formerà la base d’impegno per la prossima Legge di stabilità, tenga la barra a dritta sui conti pubblici, evitando di annunciare guerre di posizione con l’Unione Europea sulla necessità di sforare i parametri europei di finanza pubblica, nonché di promettere programmi di spesa pubblica non sostenibili dal punto di vista finanziario, già bocciati dai mercati finanziari”.