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    INTERVISTA DEL PRESIDENTE TAJANI A “IL DUBBIO”

     

     

    tajani

    “L’alleanza con il gruppo di Visegrad (faro guida di Salvini) ci porta a difendere le loro frontiere ma non le nostre”, lo ha detto il presidente del Parlamento europeo, nonche’ autorevole esponente di Forza Italia (FI), in una intervista a “Il Dubbio”, aggiungendo: “Fa gli interessi dell’Ungheria, della Polonia ecc. Quindi, sono pronti a chiudere le frontiere e non vogliono la redistribuzione”. “Non basta – continua il presidente – dire: sono contro l’immigrazione clandestina per perseguire lo stesso interesse italiano. Se tutti gli immigrati che vengono dall’Africa li deve prendere l’Italia, l’interesse di Visegrad non e’ il nostro. Anzi, e’ in contrasto. Loro vogliono chiudere le frontiere interne, ma noi vogliamo chiudere quelle esterne. Questo e’ l’interesse italiano. Se noi chiudiamo le frontiere interne, rimangono tutti qui. Arrivano qui e poi vogliono tutti salire, se poi ce li rimandano indietro da chi li rimandiamo?”. Il problema e’ avere una politica migratoria che garantisca la tutela dei rifugiati: “Noi ci ispiriamo ai valori cristiani. Se viene il cristiano che rischia a causa del fondamentalismo islamico, noi lo dobbiamo accogliere. Io ho visto i ragazzi che scappavano da Mosul e dicevano di non avere scelta: o divento fondamentalista o mi tagliano la testa. Ho parlato ai ragazzi di Mosul alla frontiera tra la Macedonia e la Grecia. Chi fugge, chi rischia la vita, va accolto. Altra cosa e’ il trafficante di droga, il delinquente”. Uniti con la Lega nella coalizione ma divisi sul governo, con Fi e anche FdI all’opposizione. Questo schema non sembra poter reggere: “Ma io farei un’altra domanda: quanto puo’ reggere il governo? Per me, non molto. Ho detto che e’ un matrimonio contro natura. Che hanno a che vedere le idee dei Cinque Stelle con quelle della Lega? Secondo me, ben poco. I fatti lo stanno dimostrando. Anche in Europa i partiti del Ppe, di cui Fi e’ parte integrante, i conservatori e liberali sono in sofferenza”. Tajani non e’ d’accordo con il partito unico di centrodestra di cui Toti, governatore della Liguria, e’ fautore: “Io sono contro il partito unico. La somma non fa il totale e senza il totale non si vince. Cio’ non toglie che Toti sia persona che stimo. E’ capace e deve essere assolutamente coinvolto, sara’ uno dei protagonisti sicuramente di Forza Italia”. Il presidente ricorda inoltre di aver vinto contro le burocrazie europee quando i tecnocrati della Vigilanza della Banca centrale europea cercarono di imporre sulla vicenda dei crediti deteriorati una norma che riusci’ a bloccare: “A me piace parlare di cose fatte. Solo con le azioni concrete abbattiamo il muro della burocrazia, io lo ho abbattuto. Ci vogliono mediazione, pazienza ma anche forza. Sono per una politica di fatti concreti”, ha concluso Tajani.