MUGNAI: Dl Dignità, “Tavoli crisi passeranno da 144 a 288”

“Avrei sperato in qualcosa di piu’ puntuale rispetto ad un quadro non semplice con 144 tavoli di crisi aperti che coinvolgono 189mila cittadini”. Lo ha detto Stefano Mugnai, deputato di FI, intervenendo in Aula dopo l’informativa urgente del governo sulle crisi aperte presso il Mise. “I governi di centrosinistra – ha aggiunto – non hanno affrontato una politica industriale per il futuro del Paese, ma si sono limitati ad interventi spot, lasciando una pesante eredita’. Neppure il ministro Di Maio sembra avere una visione di una politica industriale propriamente detta. Si stanno continuando a rimandare al futuro le risposte che prima o poi dovranno arrivare. Non basta dire che tutto dipende dalla delocalizzazione anche perche’ non tutte le molte crisi dipendono anche dall’incapacita’ di alcune aziende di restare sul mercato”. “Ancora oggi – ha proseguito – non conosciamo la posizione del governo sull’Ilva e, per quanto riguarda la vicenda Bekaert, Di Maio non si e’ neppure degnato di venire a Figline nonostante si trovasse a pochi minuti di distanza. Sulla Bekaert rinnovo i miei suggerimenti: e’ fondamentale coinvolgere il precedente proprietario Pirelli, che ha fatto l’accordo commerciale con la multinazionale belga per la cessione dello stabilimento perche’ e’ li’ che si devono trovare le ragioni della delocalizzazione ed occorre coinvolgere anche la Farnesina che dovra’ agire con la necessaria determinazione. Non basta dire che il governo e’ dalla parte dei piu’ deboli e dei lavoratori, ma vanno annunciate le soluzioni che si vogliono mettere in campo. Per ora le risposte sono ben poche. E se il decreto dignita’ vedra’ la luce cosi’ come e’ stato impostato, i 144 tavoli di crisi diventeranno presto 288 per poi aumentare in maniera esponenziale. Non bastano le promesse, non basta una campagna elettorale permanente. Le chiacchiere stanno a zero”. “Il ministro Di Maio deve ora portare soluzioni e si deve dimostrare all’altezza delle sue responsabilita’”, ha concluso.
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