TAJANI A “PANORAMA” SULLA MISSIONE IN NIGER : “IL PAESE HA BISOGNO DEL NOSTRO AIUTO”

Il presidente del Parlamento europeo, nonche’ vice presidente ed autorevole esponente di Forza Italia, Antonio Tajani, in un suo intervento su “Panorama” scrive della sua missione in Niger, ‘terra del deserto e dei bambini’, preda dei trafficanti di immigrati: “Il deserto arriva fino alle porte di Niamey. E’ la capitale del Niger, uno dei Paesi piu’ poveri del mondo, ma che ha un ruolo chiave per risolvere la grande questione dell’immigrazione. Il problema che fa traballare le fondamenta dell’Unione europea. L’aereo atterra nel piccolo aeroporto internazionale dove arrivano praticamente solo voli francesi e delle linee aeree turche (segno dell’avanzata di Ankara in Africa). Mi accolgono con grande entusiasmo”. Il presidente nigeriano, Mahamadou Issoufou, e’ un ingegnere minerario che ha passato la sessantina. Lo aspetta avvolto nel suo abito tradizionale e lo saluta con affetto: “‘Caro Tajani, e’ raro che un politico mantenga le promesse’ mi dice in perfetto francese (lingua ufficiale del Niger). ‘Un mese fa, quando sono venuto a trovarla a Bruxelles, mi aveva assicurato che sarebbe arrivato nel mio Paese con una delegazione di imprenditori. E lo ha fatto in quattro settimane'”. Mi sento inorgoglito – racconta – da questo riconoscimento e gli assicuro che le 30 imprese che mi accompagnano sono interessate a fare investimenti in Niger: “Ci sono francesi, italiani, spagnoli, belgi, olandesi e ungheresi. Abbiamo un gran bisogno – continua il leader nigeriano – di sviluppare la nostra agricoltura e la nostra industria che sta muovendo i primi passi: ‘Solo creando lavoro possiamo impedire che gli africani abbandonino le loro terre perche’ perdono ogni speranza. Cambiamenti climatici, guerre, terrorismo, poverta’ e crescita demografica provocano e provocheranno un esodo continuo'”. Issoufou si sofferma a parlare della crescita demografica in Niger (lo chiamano la ‘terra del deserto, delle pietre e dei bambini’): “Vuole prolungare la scuola dell’obbligo per costringere le ragazze a studiare almeno fino a 16 anni con l’obiettivo di ritardare l’eta’ del matrimonio, che oggi e’ piu’ o meno 12 anni: ‘Cosi’ ridurremo la crescita demografica’ spiega questo illuminato leader africano che chiede investimenti europei per sostenere l’alleanza (anche militare contro il terrorismo) fra i cinque Paesi del Sahel”. Il Paese ha bisogno di infrastrutture, di saper fare, di strumenti per favorire innovazione e ricerca, ma anche di aiuti per la formazione: “Ora ci sono solo due studenti nigeriani che partecipano al progetto Erasmus in Europa, cerchero’ di incrementarne il numero” gli dice Tajani prendendo un impegno. Il Presidente sorride soddisfatto mentre conferma la volonta’ di lottare insieme contro l’immigrazione clandestina, che da qualche anno e’ per il Niger un problema grave: “La rete di trafficanti di esseri umani e’ la stessa che organizza il traffico di armi e droga in collegamento con Boko Haram e l’Isis. Si sa che dal Sud America atterrano nel deserto aerei carichi di stupefacenti, destinati ai mercati africani ed europei. L’organizzazione dei Paesi del Sahel ha riferito che l’esercito nigeriano ha bloccato, qualche tempo fa, un camion di trafficanti libici con un elicottero del vecchio esercito di Gheddafi smontato e pronto a essere venduto ad Agadez, la citta’ della regione dei tuareg dove operano mercanti di ogni tipo”.ssoufou fa trapelare la sua soddisfazione per l’incontro e le prospettive di collaborazione concreta, “tanto da cambiare il protocollo: invece della solita foto di famiglia fa avvicinare i giornalisti che ci guardano increduli. Mentre lui elogia la presenza europea, penso che una parte del nostro obiettivo e’ raggiunto. Il trattamento che ci riservano a Niamey e’ veramente amicale, un’ospitalita’ che colpisce. Gli incontri ufficiali, quelli con le imprese e con la Banca europea degli investimenti, vanno avanti con risultati positivi”. La responsabile dell’Unhcr e’ di Roma e racconta al presidente del Parlamento europeo come funziona il centro che raccoglie 1.600 rifugiati fuggiti o liberati dai campi libici: “Adesso sono pronti a partire per l’Europa o per l’America. Germania, Svezia, Francia e Canada sono i Paesi piu’ disponibili ad accogliere queste giovani donne che hanno storie orribili e tremende sofferenze da raccontare”. Tajani le saluta raccogliendo il loro appello di far sapere cosa succede in quei campi: “‘Fallo per quelli che sono ancora li” mi supplicano. Saluto le ragazze del centro UNHCR che abbozzano finalmente un sorriso mentre intonano un canto di liberta’”. Il presidente sale in auto con una convinzione: “Linea dura contro i trafficanti. Serve una vera e propria lista nera delle organizzazioni criminali. Salgo in auto, passo alla Camera di commercio dove sono riuniti imprenditori europei e nigeriani per cercare di concretizzare la voglia di lavorare insieme”. Una donna ingegnere che ha studiato in Francia. E’ partita da zero, dal garage di casa. Oggi da’ lavoro a piu’ di 150 persone: “Sembra di stare nell’Europa del Nord per come e’ realizzata l’impresa e per come sono tenuti i locali. ‘Produco latte per i miei compatrioti. Una busta con un po’ di pane basta per tutto il giorno’. Poi mi spiega che tutti i rifiuti dell’azienda vengono riciclati”. Un miracolo a Niamey, citta’ che non ha ancora risolto il problema dei rifiuti: “Dovrebbero moltiplicarsi gli esempi come questo per ridurre i fenomeni migratori. Ecco perche’ dobbiamo concentrarci con il nostro lavoro qui. Serve un vero piano Marshall europeo da una cinquantina di miliardi. Saremo capaci? Penso di si’, mi dico mentre inizio la visita di una startup nigeriana dove giovani producono droni che usano per fornire servizi in molti settori. E’ l’Africa da aiutare”, ha concluso il presidente del Parlamento europeo.
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