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    GELMINI: DL DIGNITA’, “SI DANNEGGIANO LE IMPRESE E SI PENALIZZANO I LAVORATORI”

     

    gelmini-aula

    “Con questo provvedimento da un lato si danneggiano le imprese, dall’altro si penalizzano i lavoratori. Non è irrigidendo le regole del mercato del lavoro, criminalizzando il contratto a termine o il contratto di somministrazione che si migliora l’occupazione in Italia”. Lo ha detto Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo in Aula a Montecitorio nel corso della discussione del dl dignità. “La modalità con la quale l’articolo 1 è stato scritto manifesta un’incapacità nel leggere i cambiamenti nel mercato del lavoro. Introdurre un limite alle proroghe può essere sensato, introdurre la causale vuol dire rendere felici gli avvocati, aumentare i contenziosi, rendere difficile il rapporto tra l’impresa e il lavoratore. Così facendo si disincentiva la trasformazione dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato”.  “Vorrei ricordare al governo e a Di Maio che con questo decreto si danneggiano soprattutto i lavoratori. Con questo provvedimento voi vi assumete la responsabilità di ridurre la propensione ad assumere e l’occupabilità. Questa non è solo la posizione di Forza Italia, rappresenta la posizione di migliaia di imprenditori, artigiani, commercianti che saranno danneggiati e penalizzati da questo agire insensato”. “Non mi illudo di convincere i colleghi del Movimento 5 stelle, ma vorrei sollecitare una riflessione agli amici della Lega, che considero ancora alleati del centrodestra, che considero alleati all’interno delle regioni e dei comuni che governiamo insieme. E allora io domando alla Lega, per quanto possa accettare che il contratto di governo sia prevalente rispetto ad un programma, quello del centrodestra, che non è stato solo sottoscritto dai leader della nostra coalizione, ma che è stato votato dagli italiani. Ho assoluta fiducia nel buon senso e nella tradizione con la quale la Lega governa. Ma quello della Lega oggi in Aula è un silenzio assordante. Ci si può dividere su una nomina o su una poltrona, ma non si può dividere una coalizione sul tema del lavoro, che è la vera emergenza di questo Paese. Non c’è solo l’immigrazione, c’è l’emergenza lavoro dei giovani, l’emergenza lavoro dei cinquantenni. Le risposte non possono essere quelle del ‘900. Io non mi sorprendo che il Partito democratico voti con il governo, mi sorprendo che la Lega non batta un colpo”.