FI: Istruzione, “Risolvere situazione incertezza educatori professionali”

“Risolvere in tempi brevi la grave situazione d’incertezza che oggi regna, tutelare le ragioni di affidamento delle migliaia di educatori professionali coinvolti, quali iniziative si intendano adottare, anche nelle opportune sedi di raccordo con le Regioni, per assicurare una disciplina omogenea a livello nazionale”. Cosi’ Roberto Novelli, deputato di Forza Italia, rivolgendo un’interrogazione ai ministri dell’Istruzione e della Salute. L’atto ispettivo e’ stato firmato anche dai deputati azzurri D’Attis, Pettarin, Versace, Scoma, Tripodi, Giacometto, Ruffino e Porchietto. “Nelle ultime settimane- aggiunge- stiamo assistendo a una vicenda che chiunque abbia a cuore le categorie fondamentali dello Stato di diritto non puo’ esitare a bollare come grottesca. Mi riferisco alla vicenda dei circa 25mila educatori professionali italiani (e sui numeri mi tengo basso, poiche’ alcune stime giungono a quota 75mila) che rischiano da un giorno all’altro di non poter piu’ esercitare la propria professione, per la trasformazione in vera e propria carta straccia – e’ il caso di dirlo – del proprio titolo abilitante. Titolo sulla base del quale, negli ultimi 20 anni, hanno regolarmente lavorato, stipulato contratti, partecipato e superato concorsi. Il problema e’ sotto gli occhi di tutti: persone che da venti anni svolgono – senza alcuna contestazione – la propria professione sulla base di titoli emessi e certificati da soggetti pubblici, si trovano costretti da un giorno all’altro, per conservarla, a dover sostenere entro tre anni un intenso corso formativo, che ha ingenti costi in termini di denaro e tempi. Gli aspetti di paradossalita’ sono troppi per elencarli tutti, e spaziano dall’inutilita’ di un attestato che certifichi la loro idoneita’ a svolgere una professione che da vent’anni gia’ praticano; all’assurda pretesa dello Stato di far pagare agli educatori professionali vent’anni d’incertezze, silenzi, intrecci normativi, scarsi coordinamenti fra livello nazionale e livello regionale, imputabili esclusivamente ad esso. Mi sembra chiaro che tutta questa vicenda non sia tollerabile, e vada assicurata una piena garanzia di equipollenza. Dietro questi numeri ci sono delle famiglie, delle persone che hanno diritto di lavorare che per 20 anni hanno svolto e continuano a svolgere un ruolo fondamentale per tutti noi”.
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