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    TAJANI A IL MESSAGGERO: “NEL PPE C’E’ LIBERTA’ DI VOTO”

     

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    “I giganti del web fanno i pirati sottraendo il frutto del lavoro intellettuale a giornalisti, scrittori, registi…. Un voto diverso avrebbe ucciso l’identita’ culturale europea e il Made in Italy”, ha spiegato il Presidente Antonio Tajani in una intervista a “Il Messaggero. “Non avremmo Checco Zalone, Sordi, De Sica, Toto’, Battisti. Solo cinesi e americani. Come ha detto Mogol, ha vinto la cultura sul denaro. E i giornali…”. Il premier Luigi Di Maio la pensa diversamente: “Il suo e’ un linguaggio infamante, da analfabeta della democrazia. Ho chiesto al premier Conte di prendere le distanze. Noi non ci facciamo intimidire dalle minacce del giovane vice-premier italiano, le respingiamo al mittente. I deputati europei non si piegano alla violenta e minacciosa aggressione verbale e ai capricci di chi ha perso la sua battaglia. Siamo eletti dal popolo, non estratti a sorte. Difendiamo la democrazia, lui forse vuol difendere la Casaleggio e associati. Ma ha vinto la democrazia”. Tajani rileva come non si possa andare al ristorante, mangiare e non pagare, sarebbe un esproprio proletariato vetero-comunista pauperista e da pirata: “Chi dice queste cose difende la pirateria del web, mentre io difendo il lavoro di migliaia di persone, difendo Cinecitta’, l’industria del cinema, i giovani creativi, la verita’ contro le fake news, il made in Italy contro l’egemonia americana e cinese, le Pmi contro i giganti del web che non pagano le tasse e non creano posti di lavoro. Io sto dalla parte dei consumatori, loro da quella delle fake news e delle lobby. Di Maio non mi mette paura col suo linguaggio arrogante, mi fa sorridere ma non recedere”. Tanto, dice Di Maio, il prossimo Parlamento sara’ molto diverso: “Il Parlamento competente per legiferare e’ questo, non il prossimo. Il vicepremier italiano non conosce le norme, studi la geografia ma anche il diritto comunitario e i testi che si approvano”. Il presidente Juncker, ha tenuto il suo discorso finale: “Me lo aspettavo piu’ ambizioso. Alcuni contenuti sono positivi, ma avrei voluto piu’ ambizione per l’Africa. Bene il principio, ma occorrono piu’ investimenti”. Ligio alla tradizione italiana che vuole il presidente al di sopra delle parti, Antonio Tajani, che presiede il Parlamento europeo, non ha votato ne’ pro ne’ contro Orban. Ma ha le sue idee: “Il voto contro Orban significa che l’Europa vuole difendere lo Stato di diritto e che non vi siano minacce o limitazioni ai diritti nelle universita’, agli operatori della comunicazione, alla magistratura”. Pero’ – continua – bisogna guardare anche a quanto avviene in altri Paesi, non solo all’Ungheria: “Non puo’ passare inosservato che a Malta sia stata uccisa una giornalista e ancora nessuno sappia chi siano i mandanti, o che un altro giornalista sia stato ucciso in Slovacchia e il premier si sia dimesso. E poi la Romania, dove decine di migliaia di persone sono scese in piazza chiedendo piu’ democrazia. Non ci sono solo il caso Ungheria o il caso Polonia”. Il Ppe e’ spaccato, Forza Italia ha votato contro le sanzioni a Orban: “Nessun problema, e’ capitato altre volte, c’era liberta’ di voto. Ovvio che possa esserci qualcuno nel Ppe piu’ legato di altri a Orban. Ci sono pure vincoli di amicizia. Nonostante la mancata adesione totale dell’Ungheria alle politiche migratorie dell’Ue, Forza Italia attraverso Elisabetta Gardini ha avanzato riserve sul fatto che vi fossero gli estremi per attivare l’articolo del Trattato. Sono in opera due pesi e due misure”.I sovranisti potranno bloccare il prossimo Europarlamento: “Bloccare non so. Troppo presto per immaginare cosa potra’ succedere. E poi i sovranisti sono divisi, non sono tutti d’accordo. Tsipras con chi sta? E Farage? Non si puo’ fare di tutta l’erba un fascio. Certo, se non si corre ai ripari ci saranno piu’ parlamentari sovranisti. I rischi per il Parlamento e per l’Europa dipendono da quanti saranno, c’e’ una possibile maggioranza alternativa di popolari, conservatori e liberali”. L’Europa rischia il patatrac: “L’Europa va cambiata, non distrutta. I cittadini europei resterebbero altrimenti in balla di poteri e potentati. Occorre anzitutto restaurare il primato della politica sulla burocrazia”. La Lega di Salvini ha votato contro Orban, come Forza Italia: “Le scelte di voto sono libere. La Lega si e’ espressa contro il copyright, diversamente da Forza Italia, e a favore di Orban come Forza Italia. Questi non sono temi di governo in Italia, c’e’ solo una coincidenza su Orban e non sul copyright. Le scelte di politica europea non rientrano nell’accordo elettorale del 4 marzo”. I parlamentari – aggiunge – sono indipendenti, non sottostanno alle pressioni delle lobby del web: “Abbiamo subito pressioni incredibili. I telefoni dei nostri uffici sono stati bloccati questa settimana, negli ultimi tre giorni siamo stati inondati da migliaia di email addirittura dall’America. Il Parlamento autonomo ha difeso i diritti dei cittadini e la liberta’ dell’informazione. Abbiamo difeso 12 milioni di posti di lavoro in Europa che dipendono dall’industria culturale e creativa”.