GELMINI A IL SOLE 24 ORE: “IL PROBLEMA E’ LA MANOVRA, NON LA PRESIDENZA RAI”

“Non e’ la presidenza Rai a preoccuparci, ma le scelte di politica economica di questo governo, che rischiano di far precipitare il Paese: e’ su questo, molto piu’ che sul nome di Marcello Foa, che chiediamo a Matteo Salvini delle risposte”. Cosi’ Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera, in un’intervista a Il Sole 24 Ore. Ma l’intesa su Foa c’e’ o no? “Il problema non e’ il nome, come abbiamo detto piu’ volte, ma il metodo. Dialogare con l’opposizione sulla guida della Rai non e’ una concessione e tantomeno un confronto per spartirsi poltrone ma un principio di garanzia previsto dalla legge, che proprio per questo richiede una maggioranza qualificata. Con Salvini – ha aggiunto – si e’ aperto adesso un ragionamento, che speriamo possa concludersi positivamente, ma al centro di questo confronto non c’e’ certo la Rai ma i provvedimenti economici di questo governo. A partire dalla manovra”. “I precedenti sono molto preoccupanti, basti pensare al decreto dignita’ o alla gestione della vicenda Ilva, che si e’ chiusa esattamente come si sarebbe conclusa tre mesi prima, perdendo pero’ altre decine di milioni di euro e mettendo a rischio un patrimonio per tutte le imprese del Paese. Noi sosteniamo il ministro dell’Interno convintamente nella sua battaglia sull’immigrazione e la sicurezza, ma non quando da leader della maggioranza si presta a far passare operazioni che mettono in pericolo il futuro degli italiani”. Quello tra Movimento 5 stelle e Lega “è un matrimonio innaturale. E le contraddizioni sono già emerse, visto che sia sul decreto dignità che su quello definito anticorruzione il ministro dell’Interno non si è presentato in Consiglio dei ministri”. “Il centrodestra governa e bene in diverse Regioni, per noi non ci sono alternative e ci auguriamo che anche la Lega la pensi allo stesso modo”. “Siamo a punto cruciale per l’Italia. Il ministro dell’Economia Tria e’ sotto assedio perche’ pretende di coniugare lo sviluppo alla tenuta dei conti. Dall’altra parte c’e’ chi vuole invece gettare miliardi di euro per misure di carattere assistenziale a scopo elettorale quale il reddito e le pensioni di cittadinanza. Ma cosi’ andiamo a sbattere e lo sa anche Salvini”. “Il nostro sistema di welfare gia’ oggi non e’ sostenibile- aggiunge-. Da uno studio presentato da Alberto Brambilla emerge che su 60 milioni di italiani solo la meta’ sono contribuenti. Quindi meta’ del Paese, e i bambini sono sempre meno, vive a carico dell’altra meta’. E a pagare il prezzo piu’ alto e’ la classe media che con il suo reddito copre il 57% delle spese. Quella classe media che Di Maio vuole ulteriormente punire con il taglio delle cosiddette pensioni d’oro che, guarda caso, incide maggiormente nelle regioni del Nord. È questo il cambiamento che vuole Salvini?”.
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