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    GELMINI AD AVVENIRE: “IN QUESTA MANOVRA NON C’E’ NULLA DI CENTRODESTRA”

     

    avvenire-1catturaForza Italia e’ un partito europeista, che vuole cambiare l’Europa stando nel Ppe, non ha niente a che vedere con il sovranismo. E per intenderci, niente a che vedere con Marine Le Pen. Lo ha detto in una intervista ad “Avvenire” il presidente dei deputati di Forza Italia, Mariastella Gelmini, nel giorno in cui Matteo Salvini stringe l’asse con la leader dell’ex Fronte nazionale. “In questa manovra – aggiunge – non c’e’ nulla di centrodestra”, sostiene, reduce dalla tre giorni organizzata dal gruppo di Forza Italia alla Camera da lei guidato Ideeltalia: “Abbiamo ascoltato la voce del Paese e delle forze produttive, per costruire la nostra contromanovra. Ascoltando esperti – spiega – come Alberto Brambilla e Carlo Cottarelli, e’ venuto fuori che, in realta’, un reddito di cittadinanza c’e’ gia’, perche’ su 60 milioni di italiani quelli che dichiarano e versano sono solo 20 milioni, gli altri vivono gia’ di aiuti e assistenza: “Non c’e’ bisogno di nuovi sussidi, ma di misure per la crescita e l’innovazione”. Non servono nuove risorse per la poverta’:  “ll Welfare va efficientato, non appesantito. Perche’, diciamo la verita’, il primo populista e’ stato Matteo Renzi con gli 80 euro: ha sperperato 9 miliardi, mica spiccioli. Ora e’ arrivato Di Maio con il reddito di cittadinanza, sul quale racconta molte bugie”.  Ha detto – riprende – che con 9 miliardi verra’ abolita la poverta’: “Ma se i poveri sono 6 milioni volendo dare il reddito a tutti ne viene fuori una mancia, circa 160-170 euro al mese. Claudio Borghi l’ha ammesso, la misura potra’ andare si e no a un milione di persone: altro che abolire la poverta’, si rischia di creare una nuova guerra fra poveri e un potente disincentivo a uscire dal lavoro nero per non perdere il sussidio. Quello di Di Maio e’ solo un imbroglio per prendere i voti alle Europee, tant’e’ che la copertura per gli anni successivi non c’e'”. Per la Gelmini occorre creare lavoro: “non una ‘paghetta di Stato’, decidendo per di piu’ quali sono le spese morali e quali no. Occorre investire sul taglio del costo del lavoro, sulla detassazione contributiva per i neo assunti, sulla formazione. E serve uno choc fiscale. Della flat tax, invece, in pratica non c’e’ piu’ traccia”. Ma Salvini ha approvato tutto cio’: “E’ quel che ci dispiace di piu’. Mentre sulla sicurezza sembra tenere alta la bandiera (anche se questi soldi per le forze dell’ordine non si vedono), sui temi economici Salvini ha ceduto del tutto”. L’incontro di palazzo Grazioli sembro’ aver rilanciato il centrodestra. Ma del programma comune in questa manovra c’e’ poco: “Non c’e’ nulla, in realta’. Tranne la riforma della Fornero”. Il centrodestra unito e’ garanzia di buon governo: “Ma mi chiedo a questo punto, se quella con i 5 Stelle, per Salvini, da intesa provvisoria non si stia trasformando in un’alleanza di lungo periodo. Non siamo piu’ cosi’ sicuri, ormai, che non guardi piu’ a Di Maio che a noi”. Forza Italia non e’ comunque per il nazionalismo o il sovranismo di Salvini o Meloni: “Siamo profondamente europeisti, consapevoli di tutti i limiti dell’Europa attuale, ma che ha comunque garantito 70 anni di pace. Siamo lontani anni luce dalla Le Pen, e siamo dentro il Ppe. Vogliamo cambiare questa Europa, non certo per smantellarla e abbandonare l’euro. L’Italia rischia di uscire dai primi 20 Paesi piu’ industrializzati nel giro di qualche decennio. Non si puo’ pensare di farcela da soli”. Certo, alcune frasi usate da Juncker o Moscovici contro l’Italia rischiano paradossalmente di rafforzare Salvini e Di Maio: “Ci vorrebbe piu’ sobrieta’ di linguaggio da parte di tutti. Ma non e’ con il ‘me ne frego’ di Salvini che si tutelano gli italiani”. C’e’ stata poi la dura reazione dei mercati: “Sono stati bruciati 20 miliardi dopo l’approvazione della Nota sul Def, e non ce la si puo’ prendere con i poteri forti. Questo governo che non ama le scommesse, sta giocando d’azzardo con i risparmi degli italiani”, ha concluso la Gelmini.