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    TAJANI A ‘BUONE NOTIZIE CORRIERE DELLA SERA’: “L’UNIONE NON E’ UNA MONETA, MA CONDIVISIONE DI VALORI”

     

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    Europa vuol dire non lasciare indietro nessuno. Significa proteggere i piu’ deboli. Non e’ la moneta. Unione europea significa 70 anni di pace con un filo conduttore che si chiama liberta’: siamo l’unico continente senza la pena di morte perche’ garantiamo a ogni uomo la possibilita’ di cambiare e diventare una persona migliore. Lo ha detto, in una intervista a “Buone Notizie Corriere della Sera” il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, il quale sa bene che l’Europa di questi tempi e’ impopolare politicamente e si rende conto di uno scollamento progressivo dei cittadini europei con Bruxelles. Non e’ una questione solo italiana, i populismi stanno crescendo ovunque: “Eppure l’Unione europea, con tutti i suoi difetti e con le tante cose da migliorare, ha cambiato la vita dei cittadini in modo concreto e in meglio, ma questo ce lo dimentichiamo troppo spesso». Per un momento Tajani lascia da parte gli ideali che stanno alla base del Manifesto di Ventotene, che ha portato alla nascita del progetto europeo, e si concentra sulle direttive che “difendono i diritti dei consumatori, la qualita’ dell’aria, la tutela ambientale”, oppure sulle “norme che tutelano la salute dei cittadini perche’ proibiscono l’uso di alcune sostanze nei prodotti che finiscono nei supermercati”. E ancora “le regole che devono rispettare i giocattoli per essere considerati sicuri e non mettere a rischio la vita dei bambini”. Ma anche “le etichette sui tessuti o sugli alimenti”. Questi – prosegue Tajani – sono solo alcuni esempi: “Possono sembrare banalita’, ma non lo sono. Perche’ senza questi obblighi, che sono diventati tali grazie all’impegno del Parlamento europeo e della Commissione con l’accordo degli Stati membri, molte aziende probabilmente si comporterebbero diversamente”. Quanto alle imprese, “e’ una direttiva europea che le tutela sui tempi di pagamento che le amministrazioni pubbliche e i privati devono rispettare. Certo il problema, specie in Italia non e’ risolto, ma l’impulso e i tempi accorciati sono stati dettati da Bruxelles. E poi non dobbiamo scordare i fondi per la ricerca e per le start-up innovative che hanno a disposizione un mercato unico, nel quale le sole imprese italiane esportano per 250 miliardi”. Non c’e’ settore della vita quotidiana in cui le direttive europee non abbiano portato un cambiamento: “Un tempo – ricorda Tajani – telefonare dall’estero era costosissimo . Dal 15 giugno del 2017 il roaming all’interno dell’Unione europea e’ stato abolito”. Europa per Tajani vuol dire “solidarieta’”, il valore dell’inclusione e’ uno dei pilastri fondanti dell’Unione europea, “il nostro modello di economia sociale di mercato non deve lasciare indietro nessuno”. Discendono da questo principio “la politica di coesione, che attraverso i fondi strutturali permette alle regioni piu’ arretrate di crescere nel tentativo di raggiungere il benessere delle aree piu’ sviluppate, e il Fondo sociale europeo, il principale strumento per la lotta contro la disoccupazione e l’esclusione”. La solidarieta’ si esprime anche attraverso “la Protezione civile europea, che interviene in aiuto dei Paesi colpiti da un disastro naturale. Oppure il Corpo europeo di solidarieta’ che da’ ai giovani un’opportunita’ di lavoro o di volontariato e alle comunita’ locali bisognose di ricevere un aiuto”. L’attenzione per i piu’ deboli riguarda anche le persone con disabilita’. Con il Regolamento sulla tutela dei passeggeri il Parlamento Ue ha approvato norme per prevenire ogni forma di discriminazione nel trasporto aereo e per fornire un servizio adeguato alle specifiche esigenze delle persone con disabilita’ e a mobilita’ ridotta. Nel novembre 2017 e stata approvata la Risoluzione sulla strategia europea sulla disabilita’: “I problemi in Europa ci sono dove la Ue non c’e’. Perche’ dove c’e', invece, lo sforzo e’ sempre quello di trovare soluzioni che migliorino la vita dei cittadini”, commenta Tajani. A maggio ci sono le nuove elezioni europee e il vento populista e sovranista che soffia nella Ue fa prevedere una crescita di queste forze. Tuttavia l’ultimo eurobarometro mostra che “in quasi tutta Europa aumenta l’apprezzamento per l’appartenenza all’Unione — sottolinea il presidente — e per i benefici che ne derivano, con livelli record dal 1983. In Italia il gradimento per l’euro e’ al 65 per cento ma la percentuale di chi pensa che l’appartenenza all’Ue sia positiva e’ ancora troppo bassa. Dobbiamo raddoppiare gli sforzi per dimostrare che l’Unione sa dare risposte davvero efficaci ai principali problemi degli europei, come immigrazione, sicurezza e disoccupazione”. La buona Europa esiste e concentrarsi solo sugli aspetti negativi e’ un rischio. “L’Unione europea in difficolta’ sarebbe un danno enorme per tutti”, ha concluso Tajani.