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    MULE’: Dl Genova, “Grazie a nostro impegno Governo ha dovuto stravolgere decreto scritto con i piedi”

     

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    “Se Forza Italia avesse basato la sua azione politica sui comportamenti del ministro Danilo Toninelli avrebbe dovuto disertare i lavori sul decreto Genova fin dall’inizio. Che Toninelli fosse incapace lo ha dimostrato fin dal suo insediamento, che fosse indegno di ricoprire la carica di ministro della Repubblica lo ha dimostrato ancora oggi esultando al Senato come un ottuso imbecille a tre mesi da una tragedia con 43 morti. Di lui rimarranno le cartoline della vergogna: dalla vacanza spensierata in Costa Azzurra subito dopo i funerali al selfie dal barbiere nel quale annunciava “la revoca” del suo taglio di capelli, dalla foto col sorriso beota davanti al plastico del ponte crollato e fino al pugno alzato di oggi in Senato”. Lo afferma, in una nota, Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato. “Ancora una volta siamo noi a chiedere scusa ai familiari delle vittime, ai genovesi e agli italiani per essere rappresentati da questo pupazzo travestito da ministro. Nel merito del provvedimento, i parlamentari di Forza Italia rivendicano con orgoglio di aver lavorato mettendo da parte qualsiasi convenienza politica ma avendo come unica bussola l’amore per Genova. Grazie a questo impegno il governo ha dovuto stravolgere un decreto scritto con i piedi e aprire i cordoni della borsa occupandosi di sfollati, lavoratori e imprese. Si poteva e si doveva dare di più, lo abbiamo chiesto con forza ma non è dipeso da noi. Non siamo riusciti a far comprendere a un governo ancorato alla più stupida ideologia che, così com’è, il decreto non solo non da’ alcuna certezza su tempi e modalità della ricostruzione del viadotto crollato ma spalanca la porta a una impervia e chissà quanto lunga strada fatta di ricorsi giudiziari e amministrativi. Con l’aggravante che, nel frattempo, saranno i cittadini italiani a pagare le spese di ricostruzione per centinaia di milioni di euro. Genova pretende, oltre al Ponte, le opere necessarie per lo sviluppo: sono innanzitutto il Terzo valico, la Gronda, la grande diga. Ed è da queste opere, mentre non perderemo di vista la concreta applicazione del decreto, che continuerà la nostra battaglia”, ha concluso.