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    DA FI BATTAGLIA A DIFESA DEI DIRITTI: “GIUSTIZIALISMO MANETTARO, CARTA MORTIFICATA”

     

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    In difesa della Costituzione Forza Italia è determinata a dar battaglia in Parlamento alla maggioranza gialloverde per la riforma del processo penale e tiene duro nel dire no all’abolizione della prescrizione. In una conferenza stampa alla Camera dal titolo ‘In difesa dei principi costituzionali del processo penale”,  sulle misure  del governo M5S-Lega (dal ddl anticorruzione allo stop alla prescrizione dopo il primo grado di giudizio) i vertici azzurri Maria Stella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, Enrico Costa, capogruppo azzurro in Commissione Giustizia, Francesco Paolo Sisto, capogruppo azzurro in Commissione Affari costituzionali, alzano la voce con i ‘contributi’ dell’ex procuratore aggiunto di Venezia, Carlo Nordio, del professore ordinario di procedura penale, Giorgio Spangher e del presidente dell’Unione Camere penali italiane, Giandomenico Caiazza. ”Quella del governo sulla prescrizione è una iniziativa sciagurata”, esordisce il deputato Francesco Sisto “Ai nostri tentativi di dialogo tecnico, normativo e dottrinario in Commissione la maggioranza risponde sistematicamente con un ‘niet’. L’obiettivo è creare un diritto penale del consenso per mettersi una coccarda sul petto e guadagnare qualche voto in più sul breve periodo, senza preoccuparsi delle conseguenze. I cittadini saranno costretti a subire i peggiori contraccolpi professionali, familiari e sociali di un processo infinito” . ”Si stanno smontando tutte le garanzie del sistema penale- dice Maria Stella Gelmini, che avverte: ”Si sta costruendo la cultura del sospetto, dell’incertezza, della paura, si sta normando il giustizialismo manettaro. La linea oggi seguita dalla maggioranza gialloverde – prosegue – è quanto di più distante dai valori scritti nel dna di Fi. Abbiamo assistito a interventi in questa Camera che riescono a violare tutti o quasi i principi basilari del diritto penale. Primo fra tutti il principio di ragionevole durata del processo: con lo stop alla prescrizione si allungano i termini e ci si allontana dal dettato costituzionale. La battaglia sulla prescrizione è un fatto molto importante quindi Fi si apre all’ascolto di coloro che hanno grande esperienza in materia”. A lanciare l’allarme giustizia penale è Caiazza: ”Stiamo assistendo ad una vera e propria aggressione ai principi fondamentali del processo penale”. Caiazza ha parlato di “emergenza democratica”: “Noi siamo stati convocati per martedi’. Andremo per rispetto delle istituzioni, ma e’ surreale procedere cosi’. Se si vuole fare una riforma si istituisce una Commissione al ministero”. Caiazza ha lanciato un appello per una manifestazione nazionale a Roma, al teatro Manzoni, che si terrà il 23 novembre – dopo quattro giorni di sciopero – per dire “no” alla controriforma della giustizia penale proposta dal governo e dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Enrico Costa non manca di sottolineare: “e’ una battaglia parlamentare che stiamo combattendo abbastanza da soli. Dell’ “omicidio del processo penale” si diventa “complici anche attraverso il silenzio e l’omissione”. Netto anche Carlo Nordio: “La sospensione della prescrizione e’ incostituzionale” perche’ viola l’articolo 111 della Carta, ed e’ “irragionevole” nell’economia del processo penale con “una eterogenesi dei fini” tanto che “la prima vittima sara’ la vittima del reato, visto che l’eventuale risarcimento verrebbe rinviato ad libitum. Se si interrompe la prescrizione dopo il primo grado si lascia la durata del processo nelle mani discrezionali o arbitrarie della magistratura, quindi la norma è palesemente incostituzionale e non so se potrebbe essere sottoscritta dal capo dello Stato, ma sicuramente non riuscirebbe a passare il vaglio della Consulta”. Cio’ che avete cominciato a vedere sara’ nulla rispetto a cio’ che sta per avvenire” ammonisce il giurista Giorgio Spangher che individua uno dei problemi nella “mancanza di corpi intermedi (magistrati, avvocati e gli stessi giuristi) di fatto saltati come interlocutori. Il rischio di “discutere in commissione temi che non vengono compresi”, sottolinea Sisto mentre la radicale Rita Bernardini, invitata alla conferenza stampa, osserva, ricordando Marco Pannella: “la ragionevole durata del processo dovrebbe essere il problema piu’ serio da affrontare”. L’Italia “e’ all’ultimo posto per la durata dei processi”.