Governo: Mulè-Aprea, “Intervenga con Francia su furto identità Leonardo”
(AGI) – Roma, 3 dic. – “Dopo il furto della Gioconda dal Louvre di Parigi, ecco il furto di identita’ di Leonardo da Vinci sempre nello stesso luogo: il Louvre. In occasione dei 500 anni dalla morte del genio italiano, la Francia ha deciso di rubargli l’identita’ e trasformarlo in “Le’onard de Vinci”. Con questo nome, infatti, il Louvre accoglie i visitatori e li porta a spasso nella mostra alla quale l’Italia ha dato un contributo fondamentale prestando numerose delle opere esposte”. Lo afferma Giorgio Mule’, deputato di Forza Italia e portavoce azzurro dei gruppi di Camera e Senato. “La naturalizzazione di Leonardo da Vinci nel francese “Le’onard de Vinci” e’ un delitto contro Leonardo, contro la cultura e offende il nostro Paese – sottolinea Mule’ -. Mai Leonardo, che visse gli ultimi due anni ad Amboise in Francia dove mori’, ripudio’ l’Italia. Anzi, rimase fino all’ultimo radicalmente legato a Firenze tanto da chiedere non a caso di essere sepolto nella cappella reale della chiesa di San Fiorentino ad Amboise. Mai Leonardo firmo’ un solo documento come “Le’onard de Vinci”, mai permise ad alcuno di chiamarlo in quel modo goffo e stupido. Bene farebbe il nostro governo, cosi’ disponibile a collaborare a questa operazione, a intervenire con le autorita’ francesi immediatamente: e’ quello che ho chiesto con un’interrogazione parlamentare per sanare questo scempio nel rispetto di Leonardo e della storia mondiale”. Sulla stessa linea Valentina Aprea, capogruppo di Forza Italia in Commissione Cultura a Montecitorio, che chiede l’intervento del ministro Franceschini: “La Francia, in occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci – grande genio italiano conosciuto in tutto il mondo – trasforma, al Louvre di Parigi, il suo nome in ‘Le’onard de Vinci’, francesizzandolo in modo inaccettabile e insultate per il nostro Paese. Il ministro per i Beni e le attivita’ culturali, Dario Franceschini, intervenga immediatamente per sanare questa assurda vicenda. La storia non si cancella, serve rispetto per l’Italia“, conclude Aprea.
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