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    Honk Kong: Orsini, “In Italia solo Berlusconi ha colto la sfida globale della Cina”

     

    Roma, 09 gen – (Nova) – Nel rapporto con la Cina questo governo e la maggioranza che lo sostiene dimostrano “le stesse contraddizioni, la stessa confusione, lo stesso tentativo di conciliare visioni e interessi differenti e contraddittori che caratterizzano altri aspetti della nostra politica estera”. Lo ha detto Andrea Orsini, deputato di Forza Italia, intervenendo in Aula a Montecitorio, in merito alla mozione su Hong Kong. “Siamo molto preoccupati di questo, perche’ il rapporto con la Cina sara’ sempre piu’ uno dei nodi fondamentali della politica internazionale non solo dell’Italia ma dell’Europa e dell’intero Occidente. Questo richiede scelte che devono tenere conto degli interessi delle aziende italiane che sono partner economici della Cina, ma devono tenere conto prima di tutto della sfida globale lanciata al mondo dalla Cina comunista”, ha spiegato in Aula Orsini.


    “Mi dispiace dirlo, ma in Italia sono una persona ha colto e va denunciando da tempo la gravita’ storica di questa sfida. Quella persona si chiama Silvio Berlusconi”, ha aggiunto l’esponente azzurro. “Quella cinese e’ solo apparentemente una sfida economica. La Cina e’ un modello totalitario, basato su un anomalo capitalismo di stato, che utilizza il mercato all’esterno per un disegno imperialistico. E’ un modello all’interno del quale non esistono le liberta’ economiche, come non esistono neppure le liberta’ civili e le liberta’ religiose”, ha proseguito Orsini, secondo cui “la vicenda di Hong Kong si puo’ comprendere solo se la si inquadra in questo scenario complessivo”. Il deputato di Fi ha sottolineato che “i ragazzi di Hong Kong protestano non contro una legge sull’estradizione, ma contro il rischio di essere ricondotti a Forza ad un modello di societa’ totalitaria che non vogliono e non possono accettare, a maggior ragione dopo aver conosciuto il modello della democrazia anglosassone”. “L’uso della violenza e’ sempre da condannare, ovviamente, ma ad Hong Kong, nella quasi totalita’ dei casi, la violenza e’ stata usata dalle forze dell’ordine contro cittadini che difendono le proprie liberta’. Non c’e’ equidistanza possibile, per noi”, ha concluso Orsini.