Energia: Bond, “Serve piano nazionale di installazione impianti sostenibili”
“Il piano per la difesa del clima prevede un forte impulso alla diffusione di energie rinnovabili, fotovoltaiche ed eoliche su tutte. Per una realtà come l’Italia a forte caratterizzazione turistica, dove la bellezza del paesaggio gioca un ruolo fondamentale, è necessario coniugare la diffusione dei nuovi impianti energetici sostenibili con la tutela del paesaggio e dell’utilizzo agroalimentare dei terreni agricoli, anche marginali, evitando sul nascere l’insorgere di speculazioni. In quest’ottica saluto positivamente la decisione della regione Lazio che ha deliberato una moratoria all’installazione di nuovi impianti fotovoltaici a terra. Serve un preciso piano di programmazione nazionale dei siti di installazione degli impianti energetici sostenibili per evitare che venga preclusa la futura utilizzazione a scopo agroalimentare dei terreni e sconvolto in modo irreparabile il paesaggio. Non si può e non si deve assistere a fenomeni già in corso di accaparramento a poco prezzo di vaste aree di territorio nazionale da parte di multinazionali che si sono già attivate, che guardano solo ai futuri utili garantiti anche dai generosi incentivi pubblici legati alle energie rinnovabili. A questo scopo, è doveroso ricorrere prioritariamente all’installazione sui tetti, specie di quelli dei capannoni delle aree artigianali, industriali e commerciali dei pannelli fotovoltaici, seguiti dalle aree di parcheggio, lasciando i terreni agricoli solo come ultima possibilità, specie per quelli che possono avere un utilizzo agroalimentare o agroenergetico, destinato ad una sicura crescita di richiesta della produzione nel prossimo futuro. Non di meno, in campo eolico bisogna iniziare a fare una distinzione netta tra impianti a terra e in mare, riservando a quest’ultimo l’installazione dei grandi impianti a pala rotante ad asse orizzontale, decisamente impattanti sul paesaggio specie se installati a terra sulla cima dei crinali, a debita distanza dalla costa. A terra, si deve dare priorità agli aerogeneratori ad asse verticale, più piccoli e meno impattanti visivamente, che assicurano sì una minore produzione unitaria, ma possono essere installati in maggior numero e anche con maggiore concentrazione in quanto meno soggetti alle perturbazioni del flusso aereo (con conseguenti forti riduzioni dell’efficienza) in scia rispetto ai grandi aerogeneratori ad asse orizzontale, oltre che funzionanti anche in presenza di venti deboli”.
Commenti recenti