Scuola: Aprea, “Aiutare nella ripresa per recuperare apprendimenti”
“I dati che sono stati presentati dall’Istituto di valutazione INVALSI in Audizione in Commissione Cultura sono molto preoccupanti e richiedono a tutti di intervenire subito e con determinazione. Bisogna aiutare le scuole senza perdere tempo. È necessario sostenerle e accompagnarle in un percorso di ripresa che consenta di invertire radicalmente la tendenza che i dati INVALSI ci restituiscono. Le scuole hanno bisogno di aiuto e il sistema deve garantire questo supporto. I tempi sono maturi e non possiamo aspettare. La partecipazione alle prove INVALSI 2021 è stata altissima in quasi tutto il territorio nazionale. In primo luogo questa adesione alle prove richiede da parte di tutto il Paese un ringraziamento alle scuole. Esse hanno compreso quanto è importante avere dati per progettare e monitorare le azioni necessarie per superare difficoltà che affondano le radici ben prima dello scoppio della pandemia. Le scuole lo hanno capito e sono riuscite a svolgere le prove INVALSI, nonostante le oggettive difficoltà di questi mesi. Per questo dobbiamo essere loro grati per avere ancora una volta dato prova di grande serietà e dedizione. Lo stesso vale anche per INVALSI che è stato capace di mettersi in una posizione di dialogo e collaborazione con le scuole, trovando soluzioni flessibili e adeguate. Ma ora dobbiamo preoccuparci dei nostri giovani, fare del nostro meglio affinché essi possano riprendere il più possibile la scuola in presenza. Dobbiamo sostenere le scuole sin da subito, non possiamo perdere tempo, nemmeno un giorno. La pandemia ha cambiato la vita di tutte e di tutti, ma ci ha insegnato anche tante cose. Abbiamo imparato che la DaD può essere utile, anche rispetto alla didattica in presenza senza sostituirla. La DaD potrebbe essere molto utile, infatti, per realizzare strumenti di aiuto per gli studenti in difficoltà o difficili da raggiungere. Ma questo richiede progettazione delle azioni e monitoraggio dei risultati, senza aspettare la fine del prossimo anno scolastico. I dati INVALSI ci dicono anche che non ci possiamo dimenticare degli allievi con risultati buoni ed eccellenti. Anche loro hanno bisogno di aiuto poiché durante la pandemia sono fortemente diminuiti, soprattutto coloro che provengono da famiglie svantaggiate. Aiutarli non è solo un dovere, ma anche una necessità. Senza giovani con elevate competenze il Paese non potrà riprendersi. Servono giovani molto bravi per assicurarci uno sviluppo armonico e veramente inclusivo. Questi giovani hanno bisogno dell’aiuto della scuola. Dobbiamo impegnarci sin dalla ripresa delle lezioni a settembre, senza perdere tempo, per sostenere la scuola in questo compito. È una sfida importante e impegnativa. Non possiamo mancare questo appuntamento perdendoci in discussioni e dibattiti, dobbiamo intervenire con piani di recupero e di potenziamento e con docenti dedicati, meglio se tutor, con concretezza e lucidità”.
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