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    Fisco: Giacomoni, “Senza blocco cartelle si blocca Paese”

     

    “Dobbiamo scongiurare un settembre nero e la rivolta fiscale. Siamo anche noi convinti, come ha detto il presidente Draghi, che questo non è il momento di chiedere soldi, ma di darli e sappiamo anche che per ripagare il debito contratto anche con il Recovery Fund, siamo condannati a crescere. Per crescere occorre far tornare la voglia di lavorare e di produrre pertanto in questo momento non si possono chiedere soldi inviando milioni di cartelle esattoriali, bensì occorre non solo bloccare le riscossioni ma anche dare subito un forte stimolo attraverso la riduzione delle tasse. Solo riducendo le tasse e sostenendo le imprese si salverà il nostro Paese. Quanto prima andrebbe presa una decisione definitiva sulle cartelle esattoriali. Andare di rinvio in rinvio non sta giovando a nessuno. Bisognerebbe avere il coraggio di rimettere la palla al centro e concedere alle azienda una maxi rateizzazione straordinaria dei ruoli. Altrimenti non se ne esce. Non di certo un condono visto che non si parla di alcuno stralcio del debito, ma solo di un allungamento dei tempi di pagamento. Al tempo stesso però deve partire una riforma fiscale complessiva, per questo non ha senso procedere di rinvio in rinvio e neppure di emendamento in emendamento. Forza Italia sin dall’inizio ha chiesto tre cose. La prima un anno bianco fiscale, ovvero il blocco delle cartelle esattoriali sino alla fine del 2021. Contestualmente occorre dar luogo alla Pace fiscale per sanare i debiti pregressi, svuotando il magazzino fiscale, facendo pagare lo stock in tre modi: in un’unica soluzione, con uno sconto del 40%; con una rateizzazione di 5 anni ed uno sconto del 20%; oppure in 20 anni, senza sconti e con un interesse del 2 o 3 per cento. Poi dopo la Pace fiscale occorre sottoscrivere un vero e proprio patto tra Stato e cittadini: ad aliquote oneste, corrispondono cittadini onesti”. “Occorre – ha sottolineato l’esponente azzurro – una svolta vera. Serve subito una riforma fiscale, anzi una vera rivoluzione fiscale, se vogliamo evitare la rivolta fiscale da parte di contribuenti esasperati dalla pandemia, che non possono certo, dopo oltre un anno di chiusure forzate, tornare a pagare oltre il 60% di tasse. Se non blocchiamo subito le cartelle esattoriali, rischiamo di bloccare il percorso di crescita e ripartenza appena intrapreso, perché gli effetti della ripresa ancora non si sentono sul territorio. Le medie e grandi imprese stanno riprendendosi, ma le famiglie, i liberi professionisti, le partite iva e le piccole imprese ancora no. Per questo occorre subito un allungamento della rateazione di tutte le cartelle anche per quelle in riscossione e la riduzione della pressione fiscale”.